Ancora un articolo di Giuseppe Faso, uscito sull’ultimo numero di Percorsi di Cittadinanza, rivista della Consulta Regionale ANCI per l’Immigrazione. Un verbale dei carabinieri – da me segnalato a Giuseppe – senza capo nè coda. C’è un rumeno al supermercato e la gente chiama le forze dell’ordine. Anzi: a seguito della presenza di un rumeno la gente chiama; i carabinieri, a seguito della segnalazione, prontamente accorrono. Ma a seguito di che? Non è successo niente e tutti si agitano. Le conseguenze grottesche dell’allarme sicurezza…
“Oggetto: verbale di perquisizione personale ai sensi dell’art. 352 comma 1 del cpp operata a carico di (…). Il giorno 22 del mese di Dicembre 2007 alle ore 10.20 in ZZZ, all’esterno del supermercato QQQ sito in questa Via YYY, i sottoscritti Ufficiale ed Agente di P.G. Mar. XY e Carabiniere Scelto YZ, danno atto che a seguito della presenza del cittadino romeno in questa Via YYY, danno atto a chi di dovere che a seguito della segnalazione della presenza del cittadino romeno da parte di personale dipendente del predetto supermercato, hanno proceduto di iniziativa alla perquisizione del soggetto, in quanto lo stesso alla nostra vista tentava di allontanarsi dal posto con passo veloce. Il sig. xxx, preliminarmente veniva avvertito della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia o da altra persona di fiducia, purchè prontamente reperibile ed idonea a testimoniare ad atti del procedimento, lo stesso ha rinunciato a tale facoltà. (…)”.
Tante volte in passato ho avuto la tentazione di riportare senza commenti verbali di perquisizioni o semplicemente fogli pre-stampati propinati agli sportelli, con l’elenco dei documenti richiesti all’immigrato per l’espletamento di alcune pratiche. Poi ho rinunciato, perché i testi risultavano interessanti per comprendere la produzione di ostacoli burocratici di ogni tipo per gli immigrati, meno invece la costruzione di senso comune dell’immigrato – che è quanto qui interessa di più.
Il verbale “in oggetto”, come direbbe il maresciallo che l’ha redatto, è invece prezioso per un dettaglio rivelatore, ripetuto due volte: a seguito di…. A seguito della presenza del cittadino romeno il personale del supermercato segnala il fatto ai carabinieri, i quali, a seguito di tale segnalazione, hanno proceduto “di iniziativa” alla perquisizione del soggetto, resosi sospetto perché, all’arrivo della “volante” a serena spiegata si allontanava dal teatro delle indagini con passo veloce – come suppongo che farei con molta probabilità anch’io: mi danno enorme fastidio, certe messeinscena con sgommate e frenate brusche, come pure la folla che si ferma a guardare come uno spettacolo un incidente o un intervento-monstre delle forze dell’ordine.
A seguito di… è un’espressione sintomatica. Assomiglia molto a quindi e al più forte dunque, e indica successione temporale, da cui si slitta a successione logica. Non sempre l’implicazione logica è giustificata , e in molti casi viene surrogata da un’aspettativa illogica, superstiziosa o stupida ma di senso comune. C’è un signore di origine romena davanti al supermercato. L’origine per la verità non ce l’ha scritta in viso, ma qualcosa nel suo modo di vestire e di muoversi lo fa sospettare come tale. Non la logica, ma il senso comune costruito negli ultimi mesi fa scattare una segnalazione. “E’ romeno, quindi lo segnalo”. Arriva la volante. “Mi segnalano un romeno quindi io accorro”. Poco importa che negli studi sulla polizia si scopre che son proprio loro, le forze dell’ordine, a lamentarsi per le troppe chiamate di questo genere, che 95 volte su 100 si rivelano inutili e 5 volte dubbie. Ma i media e molti politici dicono che i romeni sono una popolazione efferata…
E se, come previsto, non ne verrà fuori nulla? Basta imparare a continuare nell’uso del quindi e del dunque, con disinvoltura. Il modello potrebbe essere una scena di Straziami ma di baci saziami, un capolavoro della Commedia all’italiana dei bei tempi. E’ Natale, e quando Manfredi gli dice che vorrebbe uccidersi perché non riesce a ritrovare la ragazza amata (Pamela Tiffin in veste picena), lo psicologo di Telefono amico, che ha una gran fretta di raggiungere la famiglia, sostiene che la ragazza non è mai esistita: si tratta in verità di una proiezione della mamma di Manfredi, di sicuro morta giovane. “E’ morta assai giovane, vero?”. “Ottantaquattro anni…” mormora confuso Manfredi, affamato e in preda all’inedia. E l’altro, trionfante: “Vede dunque?”.
Giuseppe Faso, in Percorsi di Cittadinanza, n. 3/2008








dopo aver letto questo post sono subito andata a fare una ricerca google su… Pamela Tiffin! vedi come si impara sempre qualcosa dai tuoi post!
a parte gli scherzi, questa vicenda è surreale. mi piace molto come scrivi.