E’ noto che, nei giorni scorsi, la Lega Nord ha proposto l’istituzione di un «permesso di soggiorno a punti»: chi «si integra» guadagna punti, chi commette reati li perde, chi arriva a zero punti viene espulso. Sono meno noti, invece, i dettagli della proposta, che ora vengono pubblicati da un importante sito web di informazione. Vale la pena entrare nel merito: come si vedrà, se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere…
Un «permesso di soggiorno a punti». Come nella patente. O come nel flipper. La proposta viene dalla Lega Nord, che ne ha fatto un emendamento al disegno di legge sulla sicurezza in discussione al Senato (su cui ci siamo già soffermati in questo stesso blog). Ma come funzionerebbe il meccanismo? A rivelarlo è il sito Stranieri in Italia, che ha pubblicato in questi giorni il testo dell’emendamento. Vediamo in dettaglio.
L’emendamento propone di inserire un nuovo articolo (il 4-bis) al Testo Unico sull’Immigrazione, dal titolo «accordo di integrazione». Si comincia proprio col definire il termine «integrazione»: e al lettore che conosca il raffinato argomentare dei leghisti viene subito un brivido freddo alla schiena. Invece, curiosamente, la definizione è sobria, quasi condivisibile: «Ai fini di cui alla presente legge, si intende con integrazione quel processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, impegnandosi reciprocamente a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società». Apprezziamo lo sforzo: il riferimento alla Costituzione (non proprio amata dai padani), l’idea di integrazione come processo e quel «reciprocamente» meritano un applauso. Ma non scaldiamoci troppo in elogi: il bello deve ancora venire.
Nel secondo comma si spiega che, al momento del rilascio del permesso di soggiorno, lo straniero sottoscrive un «accordo di integrazione articolato per crediti», dove i crediti sono i famosi «punti» del flipper. E già qui il reciprocamente comincia a scricchiolare: perchè io, quando prendo la carta di identità, mica firmo un accordo di integrazione. Al posto della «reciprocità» subentra, di soppiatto, l’eterno riflessivo: integrar-si. Non è la società che integra le sue diversità, garantendone la convivenza, ma è l’immigrato che si integra. Ma non indugiamo nella filosofia – materia notoriamente ostica ai leghisti – e andiamo al sodo.
Lo straniero avrebbe dieci punti qualora dimostrasse il possesso di tre requisiti. Il primo è l’adesione alla Carta dei Valori voluta dal Ministro Amato. Quel documento che, chissà perchè, dovrebbe essere firmato solo dalle comunità musulmane, come prova della loro «fedeltà» al nostro paese: come se non bastasse la Costituzione, a garantire la civile e pacifica convivenza tra i diversi orientamenti religiosi.
Il secondo e il terzo requisito sono più interessanti: se venissero richiesti agli italiani, c’è da scommettere che metà dei leghisti perderebbe la cittadinanza, e si capisce allora perchè la reciprocità enunciata all’inizio scompaia rapidamente nei commi successivi. Il secondo requisito è infatti un «livello adeguato di conoscenza della lingua italiana»: il povero leghista Gentilini, che ha recentemente parlato di una «rivoluzione contro i zingari» (vedere per credere), verrebbe prima relegato tra i gnoranti, e poi perderebbe la cittadinanza. Il terzo requisito, infine, è la «conoscenza basilare delle regole fondamentali dell’ordinamento giuridico». Ve li immaginate Castelli, Tosi o Bossi all’esame di integrazione? Scena muta.
Una volta ottenuto il permesso di soggiorno, lo straniero potrebbe incrementare i punti partecipando a non meglio specificati corsi «atti a verificare il livello di integrazione sociale e culturale»; oppure dimostrando un non meglio definito «livello adeguato di partecipazione economica e sociale alla vita della comunità nazionale e locale». Non si capisce chi dovrebbe tenere questi corsi di integrazione, nè chi sarebbe chiamato a decidere l’adeguatezza del «livello di partecipazione alla comunità nazionale». Dato che i leghisti la vorrebbero smembrare, la comunità nazionale, sarebbe interessante avere dettagli in merito.
Naturalmente, i punti si possono anche perdere: e ciò accade se si commettono reati penali, illeciti amministrativi o tributari (?). Arrivati a zero punti, si avrebbe la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione.
Infine, la parte più esilarante è quella finale: «Allo svolgimento delle attività connesse alla sottoscrizione, attuazione e verifica dell’Accordo di integrazione si provvede a valere sulle risorse umane, finanziarie e strumentali preposte all’espletamento delle funzioni relative al rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno». Tradotto: chi dovrebbe vigilare sui punti degli stranieri? Gli stessi uffici – Prefetture e Questure – che rilasciano o rinnovano i permessi.
Gli stessi uffici che oggi sono al collasso, con poche risorse a disposizione e con una mole di lavoro arretrato enorme e inutile (si veda articolo su questo stesso blog). E che adesso i leghisti vorrebbero far giocare a flipper…








guarda che questa idea bislacca sotto sotto va passare un concetto di cui forse nemmeno i leghisti sono consapevoli ..
abbiamo la patente a punti .. forse vuol dire che non sappiamo guidare ? al contrario guidiamo ..
quindi un percorso di cittadinanza a punti parte dal presupposto che il migrante è cittadino, può esserlo ..
E cmq se mi trasferissi all’estero non ci troverei niente di strano nel dover fare un esame di conoscenza della lingua e delle norme principali (fermo restando che devo essere messa in grado di impararle) magari queste anche con domande difficili fatte nella mia lingua
E’ di aiuto a me per prima sapere la lingua e sapere le regole fondamentali .. per non diventare disonesta (soprattutto amministrativamente, che il penale dove vai vai è più simile) senza volerlo e senza volerlo inguaiarmi.
In fondo a scuola non si studiano anche noi italiani? o almeno dovremmo?
e allora ? se uno ha studiato altrove sa altre cose e gli resta da imparare quelle del paese dove si è trasferito.
Se percorsi del genere si associassero a permessi di soggiorno facili, senza il delirio delle quote sempre sottostimate che obbligano alla clandestinità si starebbe tutti meglio.
Pazzesco … e preoccupante
il punto è che questi provvedimenti non risolvono il problema immigrazione clandestina, perchè chi è clandestino non ha permesso di soggiorno.
qundi servirebbe per chi è in regola. ma chi è in regola ha meno voglia di avere problemi con la legge. quindi questo provvedimento è poco incisivo nei cofnronti di chi delinque.
invece è una buona proposta quella di italia dei valori di inserire il reato di chi non favorisce o mpedisce il riconoscimento delle proprie generalità, e se è clandestino deve essere mandato via dal nostro paese.
favorire l’integrazione, dando opportunità agli stranieri, ma punire quelli che diventano un pericolo per la società.
comunque sarebbe il caso di preoccuparsi ALMENO con la stessa intensità deir eati commessi dagli italiani, chessò, i furbetti del quartierino, i bachieri, sta gente qua.
è perfetto il confronto con la patente a punti: 7000 morti l’anno per incidenti stradali sono più che sufficienti a dire che è un’idiozia
premesso che alle ultime tornate elettorali non ho espresso il mio voto per incompatibilità con il potere vigente e non per menefreghismo ma anzi per uno spiccato e forse troppo romantico senso della politica,premesso che sono di roma e quindi potete immaginare il mio pensiero nei confronti della lega,sempre da me odiata sin dai tempi della liga veneta..non capisco perchè tutto questo stupore nei confronti del permesso a punti.forse si in alcuni punti andrebbe migliorata e in altri rimane un pò vaga,ma il senso di base è piu che giusto.che c’è di strano in un patto tra lo stato e l’emigrante,che deve sottoscrivere di saper conoscere l’italiano e le regole della costituzione.CHE POI I POLITICI NON CONOSCANO LA COSTITUZIONE LO SAPPIAMO TUTTI MA è UN ALTRO DISCORSO
voglio dire che la lega nord non serve a niente!!!!!!!!
e poi una delle regole della lega nord e che gli immigrati dv avere gli stessi diriti come gli italiani, nn gli immigrati che fanno cose sbagliate!!!!!!
io sn un immigrata, vengo della romania, vado a scuola in 1a media cm tutti gli altri.
ma a me piace un ragazzo che e della lega nord e che si comporda molto male cn me, e io nn gli ho fatto niente.
A COSA SERVE LA LEGA NORD??????????
PER FAR SOFFRIRE GLI IMMIGRATI?????????
grazie x aver letto il mio messagio!!!!!!!!!!!!!!!
BASTA CON LA LEGA NORD!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!