Dopo le ordinanze sui venditori ambulanti e sui Rom, il Sindaco di Pisa apre un nuovo capitolo delle sue politiche securitarie: con una delibera della Società della Salute (l’organismo di coordinamento delle politiche socio-sanitarie di tutti i comuni della zona), si dispone il taglio di 650 mila euro ai progetti sociali. Scompaiono così pressochè tutti gli interventi sulle marginalità: dalle unità di strada per i senza fissa dimora ai progetti di assistenza alle prostitute vittime di tratta. Una scelta che riporta la città indietro di decenni. Ecco cosa sta succedendo.
Più di 650 mila euro: è questo l’ammontare dei tagli che i Comuni della zona pisana hanno previsto nei capitoli di spesa sulle politiche sociali. Per i disabili, per le persone anziane, per gli immigrati o per i quartieri di periferia ci saranno, nel 2009, centinaia di migliaia di euro in meno rispetto al 2008.
La decisione è stata presa dalla Società della Salute, l’organismo di coordinamento delle politiche socio-sanitarie, che raccoglie tutti i comuni della zona: nella Giunta della Società della Salute siedono, appunto, i Sindaci, che a loro volta delegano gli assessori competenti in materia sociale.
La Giunta della Società della Salute si è riunita il 15 Gennaio scorso, e ha affrontato il problema dei tagli agli enti locali previsti dal governo Berlusconi: tagli che riguardano soprattutto il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, colpito drasticamente dalla legge 133 del 2008 (la stessa che ha provocato, nei mesi scorsi, la protesta delle Università italiane). Si parla, in proposito, di più di quindici milioni di euro in meno solo per la Toscana.
Posti di fronte ai minori introiti percepiti quest’anno, i primi cittadini della zona pisana hanno deciso un drastico ridimensionamento delle politiche sociali: ad essere colpiti sono soprattutto i progetti degli ex Piani di Zona, cioè gli interventi che vengono affidati a cooperative sociali e associazioni, rivolti alle marginalità e all’area del disagio sociale.
Risultano «conclusi» (cioè non più finanziati, e dunque costretti a chiudere definitivamente i battenti) numerosi progetti: all’Ospedale di Pisa, per esempio, non ci saranno più gli interventi di animazione e di gioco per i bambini gravemente malati, ricoverati nei reparti di lungodegenza; il camper del «Progetto Gulliver», un’unità di strada impegnata nelle problematiche delle tossicodipendenze, non lavorerà più nei quartieri periferici della città, e non potrà più distribuire siringhe asettiche né fornire informazioni e assistenza; per i detenuti non ci saranno più le attività di socializzazione, e verrà concluso anche lo sportello di consulenza per i cittadini stranieri all’interno del carcere Don Bosco.
Altri progetti vengono invece «rimodulati»: significa che proseguono, ma con finanziamenti minori. Viene ridotto del 25% il contributo ad alcuni interventi rivolti ai ragazzi delle scuole e ai giovani dei quartieri periferici o dei paesi vicini a Pisa (Pisanova, CEP, S. Giuliano Terme, Vecchiano). Vengono dimezzate le risorse destinate al «Progetto Sally», l’unità di strada che si occupa del sostegno alle prostitute e alle vittime della tratta degli esseri umani; analoga sorte tocca al progetto per l’inserimento dei bambini disabili nelle scuole.
Restano confermati, invece, altri interventi sociali: il dormitorio per senza fissa dimora, il centro «Oltre il Muro» per l’accoglienza degli ex detenuti, l’agenzia casa e lo sportello lavoro per i cittadini stranieri. Per questi progetti, il finanziamento pubblico resta invariato: il che significa comunque – spiegano gli operatori – un taglio di circa il 10%, perché il contratto nazionale di lavoro del settore prevede l’aumento degli stipendi dei lavoratori, e questo aumento non viene finanziato.
Alla fine, risultano tagli per 655.000 euro su base annua. Che tradotto in soldoni vuol dire circa 25 stipendi in meno, 25 operatori che non potranno più intervenire nelle situazioni di disagio e di marginalità sociale, e dunque, inevitabilmente, una riduzione notevole dei servizi.
I Sindaci considerano questi “tagli” una conseguenza necessaria delle politiche del Governo: a minori finanziamenti per gli enti locali corrisponderebbero, in quest’ottica, minori interventi sociali. Non la pensano così le cooperative e le associazioni: da più parti si fa notare che in altre zone ugualmente colpite dai tagli del Governo – come nel caso della Valdera – gli interventi per la marginalità sono stati confermati. E a Pisa gli stessi tagli – accusano le cooperative – sono stati decisi dall’alto, con criteri che suscitano dubbi e perplessità: perché, per esempio, alcuni progetti sono stati confermati, ed altri chiusi? Con quali criteri si sono prese decisioni così importanti?
Gli operatori contestano il fatto di non aver avuto alcuna voce in capitolo: presso la Società della Salute esiste da tempo una “Consulta del Terzo Settore”, che raccoglie cooperative, organismi di volontariato ed esperti: nessuno li ha ascoltati prima di decidere se e dove diminuire le risorse.
D’altronde, non è un mistero che la nuova amministrazione guidata da Filippeschi punta tutto sulla sicurezza: e infatti, a fronte dei tagli del Governo, si sono aumentate le risorse per telecamere e agenti della Polizia Municipale. Proprio questo aspetto ha provocato dure contestazioni da parte degli operatori sociali, che ora rischiano il posto di lavoro: «siamo disorientati e allibiti» – scrivono in una lettera firmata da 167 lavoratori, sostenuta anche da numerosi cittadini che l’hanno sottoscritta su internet – «dal modello di sicurezza oggi proposto a Pisa, fatto di tagli al sociale e investimenti sul presidio poliziesco del territorio».
Sergio Bontempelli, articolo pubblicato su Pisa Notizie








Ragazzi io non ho letto l’articolo sopra,purtroppo non ho il tempo che mi servirebbe,ma ho un amico a pisa,un signore che vive per strada da anni,è stato in manicomio e l’hanno buttato fuori senza cure e senza aiuti dopo la chiusura. Ha provato a chiedere ospitalità ai centri di assistenza anche cattolici,ma gli è stata negata. Ora,non so se sia possibile,ma è inverosimile che non ci sia alcuna speranza per questo signore,sfortunato a abbandonato,di dormire sotto un tetto. E’ una richiesta modesta mi pare,se sapete qualcosa vi prego fatemelo spaere. MI scuso ancora per non aver letto l’articolo,ma non so proprio a chi rivolgermi e non ho tempo. Grazie