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	<title>Sergio Bontempelli</title>
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		<title>Sergio Bontempelli</title>
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		<title>«Prima gli italiani»: la crisi economica e il nuovo razzismo (di Anna Maria Rivera)</title>
		<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/03/15/%c2%abprima-gli-italiani%c2%bb-la-crisi-economica-e-il-nuovo-razzismo-di-anna-maria-rivera/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 22:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antisemitismo/razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima proposta &#8211; proveniente dal centro destra &#8211; è quella di garantire casa e lavoro «prima agli italiani». Una proposta, quella della «preferenza nazionale», che proviene direttamente dalla destra francese: e che oggi trova alimento dalla crisi economica, dalla necessità di trovare un «capro espiatorio». Una riflessione di Anna Maria Rivera, dal Manifesto. La «preferenza nazionale» [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1709&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1710" title="fascisti_su_marte" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/03/fascisti_su_marte.jpg?w=128&#038;h=89" alt="fascisti_su_marte" width="128" height="89" /> <em>L&#8217;ultima proposta &#8211; proveniente dal centro destra &#8211; è quella di garantire casa e lavoro «prima agli italiani». Una proposta, quella della «preferenza nazionale», che proviene direttamente dalla destra francese: e che oggi trova alimento dalla crisi economica, dalla necessità di trovare un «capro espiatorio». Una riflessione di Anna Maria Rivera, dal Manifesto.<br />
</em></p>
<p>La «<em>preferenza nazionale</em>» era uno slogan del <em>Front National</em> francese in voga negli anni &#8217;80. Ma il <em>Front National</em> è un partito di estrema destra che mai è stato accolto in un governo. Che oggi siano due ministri della Repubblica italiana – prima Bossi, poi il più compassato Sacconi- a proporre la preferenza nazionale, rispettivamente sulla casa e sui lavori stagionali, è cosa che fa rabbrividire. Non solo ci conferma ciò che temiamo: l&#8217;uscita a destra dalla crisi. Ma ci prospetta che la torsione reazionaria sarà perseguita attivamente e incoraggiata.<span id="more-1709"></span></p>
<p>Il disegno è chiaro e riecheggia le fasi più cupe della storia del Novecento. Già oggi ne è in atto un dispositivo fondamentale, quello che mira a dirottare l’incertezza del futuro e il disagio popolari verso i più deboli fra i deboli: i rom e i migranti più precari. La costruzione della «emergenza-stupri», con il corollario forcaiolo di innocenti <em>mostrificati </em>e additati tramite i media al pubblico ludibrio, a questo serve: ad aizzare il «razzismo dei piccoli bianchi», così che coloro che vedono minacciati i propri scarsi privilegi possano sfogare frustrazione e rabbia su coloro che sono socialmente più vicini ma un po’ più in basso.</p>
<p>La gestione autoritaria e razzista della crisi economica esige uno <em>stato di eccezione permanente</em>. E questo colpisce non solo stranieri e minoranze, ma gli stessi cittadini italiani maggioritari. Il pacchetto-sicurezza  contiene  misure persecutorie contro gli «estranei» ed anche norme miranti a reprimere il dissenso, il conflitto sociale, la libertà di espressione. Fino a conferire al ministro dell&#8217;Interno la facoltà di sciogliere gruppi «eversivi» e di oscurare siti telematici che invitino «a disobbedire alle leggi».</p>
<p>In questa strategia, il circolo vizioso del <em>razzismo di Stato</em> &#8211; <em>razzismo mediatico</em> &#8211; <em>xenofobia popolare</em> occupa un posto centrale: si reprime il dissenso e il conflitto sociale e nel contempo, con l&#8217;aiuto decisivo dei media, si additano capri espiatori verso i quali  è possibile indirizzare la protesta di ceti popolari colpiti dalla crisi economica. I capri espiatori a loro volta sono resi più vulnerabili ed attaccabili dagli effetti della crisi, dalla privazione della casa e del lavoro, ma soprattutto da norme persecutorie che mirano ad umiliarli, emarginarli, de-umanizzarli, negando loro diritti umani elementari: il diritto alla salute e alla famiglia, il diritto di mandare del denaro a casa e perfino di riconoscere i propri figli…</p>
<p>Ci sono modi e modi per uscire da una crisi che, certo, è globale ma si riflette in modo particolarmente pesante su paesi, come l&#8217;Italia, devastati da politiche neoliberiste e dalla debolezza e incoerenza dei sistemi di protezione sociale. Obama cerca d&#8217;indicare l&#8217;uscita della solidarietà e della coesione sociale, dell&#8217;incremento dei diritti dei più deboli, della difesa delle minoranze. La destra che ci governa e i poteri che rappresenta additano la strada della «cattiveria» e del razzismo, sperando così che rancori e conflitti orizzontali permettano loro di restare in sella.</p>
<p>E’ accaduto più volte nel corso della storia. Ma il fatto che sia uno schema classico non ci rassicura affatto.</p>
<p><em>Anna Maria Rivera, «Il Manifesto», 13 Marzo 2009. Titolo originale dell&#8217;articolo: «Razzismo di Stato»</em></p>
<br />Pubblicato inAntisemitismo/razzismo, Immigrazione  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1709/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1709&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le nuove milizie italiane. Di Gad Lerner</title>
		<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/02/22/le-nuove-milizie-italiane-di-gad-lerner/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 23:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stupri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cosiddetto «decreto antistupri» approvato alla fine della scorsa settimana, legalizza ronde, pattugliamenti del territorio, squadre e milizie private. La violenza politica, incubo del recente passato italiano, viene ora «sdoganata» e posta al servizio del potere: contro migranti, Rom, senza fissa dimora, vecchie e nuove marginalità sociali vecchie e nuove. Un lucido intervento di Gad [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1706&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1707" title="genitilini-duce" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/02/genitilini-duce.png?w=75&#038;h=96" alt="genitilini-duce" width="75" height="96" /> <em>Il cosiddetto «decreto antistupri» approvato alla fine della scorsa settimana, legalizza ronde, pattugliamenti del territorio, squadre e milizie private. La violenza politica, incubo del recente passato italiano, viene ora «sdoganata» e posta al servizio del potere: contro migranti, Rom, senza fissa dimora, vecchie e nuove marginalità sociali vecchie e nuove. Un lucido intervento di Gad Lerner, dal suo blog personale, sulle possibili conseguenze di provvedimenti del genere.</em></p>
<p>Un governo estremista e irresponsabile introduce d&#8217;urgenza nel nostro ordinamento le ronde dei cittadini, nonostante le perplessità manifestate dalle stesse forze di polizia, accampando la più ipocrita delle motivazioni: lo facciamo per <em>contenere la furia del popolo</em>. Spacciano le ronde come freno alla «giustizia fai-da-te», cioè alle ormai frequenti aggressioni di malcapitati colpevoli di essere stranieri o senza fissa dimora. Ma tale premura suona come una cinica beffa: la violenza, si sa, è stata fomentata <em>anche</em> dai messaggi xenofobi di sindaci e ministri. Il decreto governativo giunge come una benedizione delle <em>camicie verdi</em> padane e delle squadracce organizzate dalla destra romana. <span id="more-1706"></span></p>
<p>Propone agli italiani di militarizzarsi nell&#8217;ambito di un «Piano straordinario di controllo del territorio» fondato sul concetto di «sicurezza partecipata». I benpensanti minimizzeranno, come già hanno fatto con le «classi ponte» per i bambini stranieri, i cancelli ai campi rom, l&#8217;incoraggiamento a denunciare i pazienti ospedalieri sprovvisti di documenti regolari. Cosa volete che sia?</p>
<p>Norme analoghe sono in vigore altrove, si obietta. Mica vorremo passare per amici degli stupratori? Così, un passo dopo l&#8217;altro, in marcia dietro allo stendardo popolare della castrazione chimica, cresce l&#8217;assuefazione all&#8217;inciviltà. La promessa del <em>grande repulisti</em> darà luogo a sempre nuove misure che lo stesso Berlusconi fino a ieri dichiarava inammissibili.</p>
<p>Il presidente del Consiglio era dubbioso anche sulle ronde, ma si è lasciato trascinare dai leghisti per istinto: forza e marketing non sono forse le materie prime del suo potere suggestivo? Poco importa se ciò lo pone in (momentanea) rotta di collisione con il Vaticano, che denuncia «l&#8217;abdicazione dallo stato di diritto». A lui la Chiesa interessa come potere, non come Vangelo: si adeguerà. Quanto al distinguo del presidente Napolitano, gli viene naturale calpestarlo: come prevede la forzatura berlusconiana della costituzione materiale del Paese.</p>
<p>Il capo del governo concede che gli stupri sono in calo del 10% nella penisola. Ma più della statistica vale per lui il «grande clamore suscitato da recenti episodi». Per la verità nel novembre 2007, dopo l&#8217;omicidio con stupro della signora Reggiani a Tor di Quinto, fu posseduto dal medesimo impazzimento mediatico anche il centrosinistra, guidato all’epoca dal sindaco di Roma. Mal gliene incolse.</p>
<p>La destra populista invece trova nell&#8217;<em>insicurezza</em> il suo principale fattore di radicamento territoriale. Prospetta la riconquista dell&#8217;ambito esterno al domicilio privato, vissuto da tanti come ostile. Le parole «ronda», «squadra», «pattuglia», «perlustrazione» – un incubo negli anni della violenza politica &#8211; vengono adesso sdoganate come potere calato dall&#8217;alto per guidare il popolo. Nuove milizie, nelle quali i volontari dei partiti di governo e gli uomini dello Stato si fondono e si confondono. Come avveniva nel regime fascista.</p>
<p><a title="La 7 - L'Infedele" href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&amp;video=22609" target="_blank">Lunedì scorso all&#8217;«Infedele»</a> una giornalista rumena ha provocato un senatore leghista: «Noi le abbiamo conosciute già, le vostre ronde. Si chiamavano <a title="Wikipedia - Securitate" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Securitate" target="_blank">&#8220;Securitate&#8221;</a>». Lungi dall&#8217;offendersi per tale paragone con le squadracce comuniste di Ceausescu, il senatore leghista le ha risposto: «All&#8217;epoca in Romania c&#8217;era molta meno delinquenza».</p>
<p>Ora anche il governo minimizza. Le ronde saranno disarmate (a differenza di quanto previsto nella prima versione, bocciata al Senato). Mentre la Lega esulta, gli altri cercano di ridimensionarle a contentino simbolico, poco rilevante nella gestione dell&#8217;ordine pubblico. Fatto sta che è sempre l’estremismo a prevalere. Berlusconi si era opposto pubblicamente anche al rincaro della tassa sul permesso di soggiorno. Si sa com&#8217;è finita. La Gelmini aveva dichiarato che per i bambini stranieri prevede corsi di lingua pomeridiani anziché classi separate. Ma i leghisti stanno per riscuotere le classi separate.</p>
<p>Tutte le peggiori previsioni si stanno avverando. La prossima tappa, c&#8217;è da scommetterci, saranno le normative differenziali sull&#8217;erogazione dei servizi sociali (agli italiani sì, agli stranieri no, e pazienza se pagano anche loro le tasse); seguirà il distinguo nei sussidi di disoccupazione (c&#8217;è la crisi, non possiamo mantenere gli stranieri, e pazienza se hanno versato i contributi). Fantascienza? Ha davvero esagerato «Famiglia Cristiana» denunciando il ritorno al tempo delle leggi razziali? Le ronde dei volontari guidate dagli ex funzionari di polizia annunciano un clima di guerra interna che non si fermerà certo agli stupratori e agli altri delinquenti. Quale che sia la volontà del presidente del Consiglio, cui la situazione sta già sfuggendo di mano.</p>
<p><em>Dal <a title="Gad Lerner" href="http://www.gadlerner.it/2009/02/21/le-nuove-milizie-italiane.html" target="_blank">blog di Gad Lerner</a></em></p>
<br />Pubblicato inImmigrazione Tagged: sicurezza, stupri <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1706/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1706&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lampedusa, il lager in fiamme. Di Melting Pot</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 22:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lampedusa]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricostruzione della rivolta di Lampedusa, in un piccolo dossier a cura del sito Melting Pot. Le immagini dalla web tv C6tv. Era annunciato. Non solo perchè la struttura non risponde alla normativa anti-incendio stabilita dallo stesso Ministero dell&#8217;Interno, ma anche per la scelta di trasformare quello che fino a poco tempo fa era un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1703&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1702" title="lampedusa_barcone" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/02/lampedusa_barcone.jpg?w=128&#038;h=96" alt="lampedusa_barcone" width="128" height="96" /> <em>La ricostruzione della rivolta di Lampedusa, in un piccolo dossier a cura del sito Melting Pot. Le immagini dalla web tv C6tv.</em></p>
<p>Era annunciato. Non solo perchè la struttura non risponde alla normativa anti-incendio stabilita dallo stesso Ministero dell&#8217;Interno, ma anche per la scelta di trasformare quello che fino a poco tempo fa era un centro di prima accoglienza e soccorso &#8211; da cui secondo il premier si poteva &#8220;uscire a bere un birra in paese&#8221; &#8211; in un Centro di identificazione ed espulsione (anche se ancora non è possibile visionare il testo del decreto istitutivo). E poi le espulsioni collettive, i rimpatri di massa nei confronti dei cittadini tunisini per i quali le domande d&#8217;asilo (un diritto soggettivo) sono considerate carta straccia.</p>
<p><span id="more-1703"></span></p>
<p>Già nelle scorse settimane un incendio di minore entità aveva danneggiato la struttura della base Loran (prima destinazione del Cie), poi, con l&#8217;inizio dei rimpatri (ieri 107 tunisini trasferiti a Roma in attesa di espulsione), dopo che per mesi gli stessi migranti erano stati trattenuti ingiustamente ed illegalmente nell&#8217;isola prigione, le prime iniziative di protesta interna, lo sciopero della fame, fino ai tentativi di fuga avvenuti nella mattinata di oggi, che hanno comportato l&#8217;intervento delle forze di Polizia, (si parla di un isola militarizzata) il lancio di lacrimogeni, gli scontri e poi ancora il rogo appiccato probabilmente dai migranti dopo aver ammassato materassi ed altro materiale infiammabile.</p>
<p>Il Sindaco De Rubeis è lapidario. «gli immigrati hanno dato fuoco al centro di accoglienza. Le fiamme sono alte 10 metri e c&#8217;è una nube di fumo che minaccia anche il centro abitato e potrebbe essere tossica. In mattinata ci sono stati scontri fra forze dell&#8217;ordine e immigrati. Poi gli immigrati hanno appiccato il fuoco nella palazzina centrale e le fiamme stanno invadendo le palazzine vicine. Ci sono certamente feriti, non sappiamo se ci sono morti». «La situazione è pericolosa. A distanza si nota che le fiamme sono altissime e non si vede nulla». «La colpa è del governo che ha trasformato il centro in un lager &#8211; ha dichiarato ancora il Sindaco &#8211; Gli immigrati sono esasperati e stamattina ci sono stati scontri con la polizia. So che sono stati lanciati lacrimogeni e poi è divampato il rogo, probabilmente appiccato dagli extracomunitari. Mi parlavano di fiamme alte 10 metri». «So che ci sono certamente feriti tra gli agenti. Spero che non dovremo contare morti. Comunque la palazzina principale del centro è andata distrutta».</p>
<p>Alcuni abitanti dell’isola accorsi sul posto sono stati allontanati dalle forze dell&#8217;ordine perchè riprendevano l&#8217;accaduto, mentre oltre 800 persone sono tuttora trattenute all&#8217;interno del Cie in fiamme con forti rischi per la loro incolumità. I Lampedusani chiedono di aprire una breccia nelle recinzioni per poter salvare in sicurezza i migranti detenuti. &#8220;Era chiaro che finiva così&#8221; &#8211; dicono &#8211; &#8220;ci hanno allontanati per motivi di ordine pubblico ma è chiaro che noi siamo al sicuro, mentre i ragazzi tunisini che sono lì dentro no&#8221;.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/02/19/lampedusa-melting-pot/"><img src="http://img.youtube.com/vi/29X-CndAnNY/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Lo scorso mese gli abitanti dell&#8217;isola di Lampedusa erano stati protagonisti di una <a title="Sergio Bontempelli - Lampedusa, diritti violati" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/01/26/lampedusa-i-diritti-violati/" target="_blank">battaglia inedita e straordinaria per il loro futuro</a>, che ha saputo coniugare il desiderio e l&#8217;ambizione di battersi per la difesa della propria terra a quella per la civiltà ed i diritti, contro la costruzione di nuovi centri e la trasformazione dell&#8217;isola in una nuova Alcatraz.</p>
<p><em>19 Febbraio 2009, dal sito <a title="Melting Pot - Lampedusa" href="http://www.meltingpot.org/articolo14039.html" target="_blank">Melting Pot Europa</a></em></p>
<br />Pubblicato inImmigrazione Tagged: lampedusa <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1703/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1703&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Signor Ministro ci denunci per antirazzismo. Un appello</title>
		<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/02/16/signor-ministro-ci-denunci-per-antirazzismo-un-appello/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 22:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le esternazioni e le minacce del Ministro Maroni contro il settimanale Famiglia Cristiana tantissime persone hanno sottoscritto il seguente appello. Per firmarlo, invia un&#8217;e-mail a gius.faso@tiscali.it. Signor Ministro Roberto Maroni, abbiamo letto della Sua volontà di intraprendere un&#8217;azione legale nei confronti del direttore del settimanale Famiglia Cristiana, che Lei accusa di averLe recato offesa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1699&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/02/famiglia-cristiana01g2.jpg?w=114&#038;h=88" alt="" width="114" height="88" /> <em>Dopo le esternazioni e le minacce del Ministro Maroni contro il settimanale Famiglia Cristiana tantissime persone hanno sottoscritto il seguente appello. Per firmarlo, invia un&#8217;e-mail a gius.faso@tiscali.it</em>.</p>
<p>Signor Ministro Roberto Maroni, abbiamo letto della Sua volontà di intraprendere un&#8217;azione legale nei confronti del direttore del settimanale <em>Famiglia Cristiana</em>, che Lei accusa di averLe recato offesa personale per aver definito «leggi razziali» i provvedimenti del Governo verso i cittadini stranieri e le fasce più deboli della società. Noi sottoscritti/e, uomini e donne di nazionalità diverse, nei nostri rispettivi ambiti di lavoro, di ricerca, di studio, di impegno sociale e politico, abbiamo sempre contrastato pubblicamente e nel nostro agire quotidiano l&#8217;intolleranza, la xenofobia e il razzismo.</p>
<p>Perciò continueremo a denunciare le retoriche xenofobiche e le politiche razziste messe in atto dal Governo di cui Lei fa parte. Riteniamo, infatti, sia nostro dovere personale, professionale, civile rispettare la Carta costituzionale e batterci per una società rispettosa dei diritti di tutti/e, indipendentemente dalla loro provenienza, nazionalità, condizione sociale.</p>
<p>Le schedature di adulti e bambini rom, le classi differenziali per gli alunni stranieri, l&#8217;obbligo al personale medico di segnalare gli stranieri «irregolari», il reato d&#8217;immigrazione clandestina, il permesso di soggiorno a punti, le norme restrittive sui ricongiungimenti familiari, la legalizzazione delle ronde padane, il carcere fino a quattro anni per gli irregolari che non rispettino l&#8217;ordine di espulsione, il divieto d&#8217;iscrizione anagrafica e la schedatura presso il Suo Ministero non solo dei senza-domicilio-fisso, ma anche di tutti coloro che abitano in dimore diverse da appartamenti: l&#8217;insieme di queste misure lede profondamente i diritti fondamentali delle persone e i principi dell&#8217;uguaglianza e della democrazia.</p>
<p>Queste misure configurano una forma di <em>razzismo istituzionale</em>, tanto più grave e intollerabile per il fatto che, per sostenerle, un ministro della Repubblica, Lei stesso, auspica la <em>cattiveria</em> nei confronti dei più deboli. Noi siamo quella parte della società civile che condivide il giudizio espresso da <em>Famiglia Cristiana</em> e che continuerà a perseverare nel proprio impegno antirazzista. Se vuole essere coerente, Signor Ministro, denunci anche noi.</p>
<br />Pubblicato inImmigrazione  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1699/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1699&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I migranti e i medici delatori. Parla il presidente del Naga</title>
		<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/02/08/massarotto/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 22:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ddl733]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione clandestina]]></category>
		<category><![CDATA[NAGA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il «NAGA» è una storica associazione impegnata nella tutela dei diritti dei migranti,  soprattutto in ambito sanitario. In questo articolo, il presidente dell&#8217;associazione Pietro Massarotto parla del disegno di legge sulla «sicurezza», e della segnalazione dei «clandestini» da parte dei medici. La decisione del Senato, spiega Massarotto, non ha nulla a che fare con la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1690&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-1691 alignnone" title="Diritto alla Salute" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/02/medicinamigrazioni2.jpg?w=128&#038;h=84" alt="Diritto alla salute" width="128" height="84" /> <em>Il «NAGA</em>» <em>è una storica associazione impegnata nella tutela dei diritti dei migranti,  soprattutto in ambito sanitario. In questo articolo, il presidente dell&#8217;associazione Pietro Massarotto parla del disegno di legge sulla «sicurezza», e della segnalazione dei «clandestini» da parte dei medici. La decisione del Senato, spiega Massarotto, non ha nulla a che fare con la sicurezza, e nemmeno con la spesa sanitaria (gli immigrati non rappresentano affatto un onere eccessivo, come fa credere la propaganda leghista): si tratta piuttosto del tassello di una politica dichiaratamente razzista e discriminatoria. Ecco perchè.</em></p>
<p>In Senato è stato abrogato il divieto di segnalazione all&#8217;autorità dei cittadini stranieri irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie. Il diritto alla salute non è più un diritto di tutti. Non è stato introdotto l<em>&#8216;obbligo</em> di segnalazione, ma poco cambia. In questo caso basta il <em>rischio</em>, il <em>dubbio</em> della segnalazione per inibire l&#8217;accesso. <span id="more-1690"></span></p>
<p>In Italia il diritto alla salute per il cittadino straniero è già limitato: sono curabili nei presidi sanitari solo le malattie urgenti. È proprio la struttura amministrativa degli Ospedali che probabilmente provvederà alla segnalazione. Non c&#8217;è bisogno di pensare al medico che viola il giuramento di Ippocrate. Sarà l&#8217;accettazione del Pronto soccorso che &#8211; temo in automatico &#8211; effettuerà la segnalazione alle autorità del cittadino straniero che necessariamente, non avendo il permesso di soggiorno, si auto-denuncerà come irregolare.</p>
<p>La questione non è certo quella del rischio per l&#8217;igiene pubblica, della diffusione di malattie non curate per tempo, esotiche e straniere. L&#8217;argomentazione diviene facilmente ambigua, spostando il <em>focus</em> dalla discriminazione nei confronti del cittadino straniero ai pericoli per la salute della collettività. Così ragionando, il cittadino straniero irregolare non solo non verrà curato ma diverrà pure l&#8217;untore.</p>
<p>Certo l&#8217;emendamento deve ancora essere approvato alla Camera e magari il presidente della Repubblica lo rimanderà in Parlamento per un&#8217;ulteriore valutazione. Magari la società civile si attiverà e ne sortirà un bel dibattito. Magari quel che resta della sinistra politica riuscirà a mettere in piedi un minimo di opposizione più o meno decente. Magari.</p>
<p>Ma ormai è passata l&#8217;idea che il diritto alla salute non è più un diritto assoluto della persona, un diritto fondamentale dell&#8217;individuo come stabilisce l&#8217;art.32 della Costituzione. Se poi si aggiunge che la clandestinità in Italia è purtroppo una condizione necessaria e immanente dell&#8217;immigrazione, ecco che l&#8217;abrogazione del divieto di segnalazione dell&#8217;irregolare si legge e si comprende bene: discriminazione, razzismo.</p>
<p>Parole che non piacciono, che non si devono dire, e che infatti non si dicono. A forza di dirlo, invece, a forza di scriverlo, il sillogismo concatenato <em>immigrato-straniero-clandestino-delinquente</em> è divenuto senso comune: che si ammalino pure, non dobbiamo pagare noi per loro. E invece la decisione del Senato non ha nulla a che vedere con la spesa sanitaria. Gli oneri contributivi pagati dai cittadini stranieri con permesso di soggiorno sono ampiamente sufficienti (dati ministero della Salute) a coprire la spesa sanitaria complessiva degli immigrati, regolari e irregolari.</p>
<p>Il processo di normalizzazione del razzismo è talmente progredito che sembra inarrestabile. L&#8217;emendamento leghista sancisce, in fondo, ciò che già si sapeva, la salute è meno importante della sicurezza, <em>moloch</em> intangibile della contemporaneità. Il brivido securitario che percorre l&#8217;Italia è pervasivo. Al bar ho sentito: «Bisognerebbe spararli tutti in mare con una bella mitraglietta a cinquantamila colpi, così non vengono qui a curarsi e diamo da mangiare ai pescicani, povere bestie».</p>
<p>Noi del Naga, associazione socio-sanitaria di base che effettua 15/20mila visite all&#8217;anno continueremo ovviamente ad assistere i cittadini stranieri irregolari che si recheranno presso i nostri servizi. Siamo estremamente preoccupati, consci che la situazione potrebbe divenire molto difficile, perché esiste il forte rischio che molti immigrati irregolari preferiscano non farsi curare nei presidi sanitari. Ci auguriamo e auspichiamo pratiche di disobbedienza civile da parte dei medici oltre che una reazione collettiva perché discriminazioni come quella approvata non passino, quanto meno, sotto silenzio.</p>
<p><em>Pietro Massarotto, presidente del NAGA, da «Il Manifesto», 6 Febbraio 2009. Titolo originale dell&#8217;articolo: «Il diritto alla salute non più fondamentale»</em></p>
<br />Pubblicato inImmigrazione Tagged: ddl733, immigrazione clandestina, NAGA <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1690/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1690&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Pacchetto sicurezza e immigrazione, la fine dei diritti umani</title>
		<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/02/06/pacchetto-sicurezza-e-immigrazione-la-fine-dei-diritti-umani/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 00:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ddl733]]></category>

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		<description><![CDATA[Il disegno di legge sulla sicurezza n. 733 passa al Senato. Viene cancellato il diritto alla salute per gli immigrati irregolari, introdotta una tassa per quelli col permesso di soggiorno. La residenza viene subordinata all&#8217;idoneità dell&#8217;alloggio in cui si vive, i matrimoni saranno ostacolati. La vita di milioni di cittadini stranieri diventerà ancora più difficile. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1681&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1682" title="medicinamigrazioni" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/02/medicinamigrazioni.jpg?w=128&#038;h=96" alt="medicinamigrazioni" width="128" height="96" /> <em>Il disegno di legge sulla sicurezza n. 733 passa al Senato. Viene cancellato il diritto alla salute per gli immigrati irregolari, introdotta una tassa per quelli col permesso di soggiorno</em>. <em>La residenza viene subordinata all&#8217;idoneità dell&#8217;alloggio in cui si vive, i matrimoni saranno ostacolati. La vita di milioni di cittadini stranieri diventerà ancora più difficile. E il sistema dei diritti umani, in Italia, viene messo definitivamente in soffitta. Ecco le motivazioni di un simile provvedimento: se non facessero piangere, ci sarebbe da ridere.<br />
</em></p>
<p>Con 154 voti favorevoli e 114 contrari il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge 733 sulla sicurezza, di cui <a title="Sergio Bontempelli - disegno di legge 733" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/tag/ddl733/" target="_blank">si è già parlato ampiamente in questo blog</a>. La <a title="Melting Pot" href="http://www.meltingpot.org/articolo13966.html" target="_blank">versione definitiva</a>, come esce dall&#8217;aula del Senato<em>, </em>è roba da far venire i brividi. In estrema sintesi: restrizioni all&#8217;acquisto della cittadinanza per matrimonio, con l&#8217;obbligo di esibire il permesso di soggiorno per sposarsi; introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare, con un&#8217;ammenda da 5.000 a 10.000 euro; residenza anagrafica subordinata all&#8217;idoneità dell&#8217;alloggio in cui si vive; obbligo di esibire il permesso di soggiorno per le operazioni di trasferimento del denaro ai paesi di origine; tassa da 80 a 200 euro per il rinnovo del permesso di soggiorno; registro per senza fissa dimora; <a title="Sergio Bontempelli - permesso a punti" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2008/10/12/flipper/" target="_blank">permesso di soggiorno «a punti»</a>. Ma l&#8217;aspetto peggiore e più odioso è l&#8217;abolizione del cosiddetto «divieto di segnalazione»: in altre parole, da ora in poi un medico che curi un «clandestino» potrà denunciarlo alle autorità di Pubblica Sicurezza, e consentirne così l&#8217;espulsione. <span id="more-1681"></span></p>
<p>Molte cose sono state dette, a proposito di un emendamento a un tempo così crudele e così stupido. In un <a title="Sergio Bontempelli - Migranti e salute" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2008/10/20/lega-salute/" target="_blank">articolo pubblicato su questo stesso blog</a> spiegavo, facendo riferimento ai <em>dossier </em>delle principali organizzazioni umanitarie, l&#8217;assurdità di un simile provvedimento: mi permetto di suggerirne la lettura, o la rilettura. E&#8217; di tutta evidenza che l&#8217;abolizione del divieto di segnalazione impedirà di fatto l&#8217;accesso alle prestazioni sanitarie a centinaia di migliaia di immigrati privi di documenti: e, in caso di diffusione di focolai epidemici, sarà impossibile fermarli in tempo (i virus, contrariamente a quel che pensano i leghisti, non controllano la cittadinanza delle proprie vittime, nè tantomeno il permesso di soggiorno). Tutto questo è &#8211; dovrebbe essere &#8211; così ovvio, che sembra persino inutile soffermarvisi.</p>
<p>Più interessanti sono le motivazioni addotte dai parlamentari della maggioranza a giustificazione di un provvedimento così sciagurato. Dai resoconti stenografici del Senato risulta che due parlamentari del centro-destra sono intervenuti a difesa dell&#8217;emendamento: un senatore della Lega Nord, e uno della PdL. Proviamo a leggere quest&#8217;ultima.</p>
<p>«Il divieto di denuncia», spiega Tomassini della PDL, «provoca molti problemi di salute: innanzi tutto, tale divieto <em>espone proprio alla mancanza di cure i soggetti più deboli</em> [!!], visto che possono andare dal servizio sanitario nazionale come vogliono, con i neonati e le persone più deboli e meno tutelate [??]; inoltre [...] espone a gravi problemi igienico-sanitari per tutte le malattie infettive ed epidemiologicamente diffusive». In questo discorso dall&#8217;italiano incerto, sembra di capire che i «clandestini» non devono andare all&#8217;Ospedale perchè potrebbero infettare gli altri pazienti. Il che è interessante: se io, italiano, ho contratto una malattia infettiva e vado al Pronto Soccorso, non rischio di diffondere la mia malattia agli altri pazienti; e nemmeno l&#8217;immigrato regolare è contagioso, pur se affetto da malattia infettiva. Se ne deduce che il contagio dipende dal tipo di documento che si ha in tasca.</p>
<p>Ecco da chi siamo governati. Roba da provare un brivido: o, se volete, un acuto senso di insicurezza.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a title="Sergio Bontempelli - Migranti e salute" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2008/10/20/lega-salute/" target="_blank">migranti e salute, quando razzismo fa rima con stupidità</a></strong></p>
<br />Pubblicato inImmigrazione Tagged: ddl733 <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1681/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1681&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uomo bianco visto con gli occhi di uno schiavo. Di Alessandro Portelli</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 00:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antisemitismo/razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro portelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1789, è uscita ora in lingua italiana l&#8217;autobiografia di Equiano, prima narrazione scritta in cui i «bianchi» vengono guardati con l&#8217;occhio di uno schiavo. In questa recensione, Alessandro Portelli propone alcune interessanti riflessioni sulla genesi del razzismo moderno. L&#8217;incredibile storia di Ouladah Equiano, o Gustavus Vassa, detto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1611&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1612" title="schiavi" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/01/schiavi.gif?w=64&#038;h=96" alt="schiavi" width="64" height="96" /> Pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1789, è uscita ora in lingua italiana l&#8217;autobiografia di Equiano, prima narrazione scritta in cui i «bianchi» vengono guardati con l&#8217;occhio di uno schiavo. In questa recensione, Alessandro Portelli propone alcune interessanti riflessioni sulla genesi del razzismo moderno.</em></p>
<p>L&#8217;incredibile storia di Ouladah Equiano, o Gustavus Vassa, detto l&#8217;Africano, pubblicata in Inghilterra nel 1789, è un libro a cui mettono mano tre continenti: l&#8217;Africa in cui il protagonista nasce e da cui viene deportato come schiavo; i Caraibi e il Nord America, dove vive il tempo della sua servitù (e qui tornerà, liberato, come marinaio e commerciante); l&#8217;Inghilterra, dove trascorre i suoi primi anni di schiavo e in cui si stabilisce nella sua ultima fase di uomo libero e attivista della causa antischiavista. Insomma, se si cercava un soggetto della globalizzazione <em>ante litteram</em>, l&#8217;avevamo sotto mano da due secoli e mezzo. <span id="more-1611"></span></p>
<p>Ma, come spesso accade ai grandi libri non canonici, è stato a lungo dimenticato e in Italia viene tradotto solo oggi (peraltro, accuratamente e affettuosamente), per merito di Giuliana Schiavi, delle edizioni Epoché, e del progetto Slave Route dell&#8217;Unesco (solo un paio di capitoli erano usciti in italiano nel 1999, in <em>Libri parlanti. Scritture afro-atlantiche</em>, a cura di un gruppo di studio dell&#8217;università La Sapienza).</p>
<p><strong>Spiriti e fantasmi </strong></p>
<p>Il protagonista nasce in Africa, viene catturato da bambino nel corso di una guerra locale e venduto schiavo a una nave negriera inglese. Il percorso dal luogo di nascita nell&#8217;interno fino alla costa è l&#8217;inizio di uno <em>sradicamento culturale</em>, in cui la schiavitù africana come forma di servitù domestica familiare si trasforma nella schiavitù euroamericana come riduzione della vittima a uno stato di umanità negata. L&#8217;arrivo sulla costa è uno di quei momenti narrativi che dovrebbero far parte del bagaglio di tutti noi: è la prima narrazione scritta in cui noi «bianchi» europei veniamo guardati con lo stupore e il terrore dell&#8217;africano prigioniero.</p>
<p>Equiano bambino si sente trasportato in «un mondo di spiriti maligni» e si domanda «se non saremmo stati mangiati da quegli uomini bianchi dall&#8217;aspetto terrificante, con la faccia rossa e i capelli sciolti». Non è solo il rovesciamento dell&#8217;etnocentrismo &#8211; sono gli europei a sembrare mostruosi e cannibali &#8211; ma anche la fondazione di tutta una tradizione afro-americana in cui noi bianchi, con la nostra pelle diafana, appariamo come spiriti e fantasmi (fino agli «uomini senza pelle» della nave negriera di <a title="Wikipedia - Amatissima" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amatissima" target="_blank"><em>Amatissima</em> di Toni Morrison</a>, che questo libro lo conosce bene).</p>
<p>Stupore e terrore sono le tonalità del viaggio di Equiano sulla nave negriera: da un lato, gli orrori del trasporto, l&#8217;ammassamento nella stiva, il fetore, le frustate, i morti gettati in mare; dall&#8217;altro, le domande sulla «magia» europea che fa muovere la nave, lo spettacolo dei pesci e degli uccelli ignoti che accendono la fantasia dell&#8217;involontario viaggiatore.</p>
<p>In Inghilterra, Equiano &#8211; in omaggio al sarcastico uso di dare agli schiavi nomi altisonanti e cancellare la loro identità africana &#8211; viene chiamato come il re guerriero di Svezia, Gustavus Vassa. A seguito del suo padrone si imbarca sulle navi che combattono le <a title="Encarta - guerre coloniali" href="http://it.encarta.msn.com/encnet/refpages/RefArticle.aspx?refid=761575603" target="_blank">guerre anglo-francesi</a>, e si familiarizza con questo nuovo mondo, scopre che gli europei non sono maghi ma esseri umani con conoscenze che la sua società di origine non possiede, e comincia a considerarsi «quasi» un inglese.</p>
<p>Ovviamente, tutto sta in quel «quasi»: è ancora schiavo, non è bianco, e non ha accesso a quelle conoscenze (d&#8217;altronde, lo dice dal titolo, dove l&#8217;attributo <em>The African</em> figura accanto al suo nome, e dalla prima pagina: «se mi ritenessi un europeo potrei affermare che i miei patimenti furono grandi», ma nonostante tutto non lo è diventato interamente, e allora rispetto a tanti suoi connazionali, le cui voci non sentiremo mai, può dirsi fortunato).</p>
<p>Un paio di episodi sono destinati a restare canonici in tutta la narrativa afroamericana e afroeuropea. Il primo è quando Equiano si accorge che la faccia di una bambina sua coetanea, lavandola, diventa rosea; si affanna a cercare di fare lo stesso ma il nero della sua pelle non va via (un episodio analogo apre, per esempio, l&#8217;autobiografia afro-franco-italiana di Nassera Chohra, <em>Volevo diventare bianca</em>, e/o 1993). Il secondo è quando si accorge che i libri «parlano» al suo padrone; cerca di farli parlare anche a sé, o di metterci dentro la sua voce, ma i libri non gli rispondono.</p>
<p>Per il critico afroamericamo Henry Louis Gates, Jr., questa è la metafora fondante di tutta la letteratura afroamericana, che ritroviamo in tutte le autobiografie di ex schiavi della stessa epoca: l&#8217;incontro non paritario fra la voce della cultura orale africana e la scrittura della cultura europea (e la storia rinvia ancora più indietro, all&#8217;<a title="Wikipedia - Pizarro e Atahualpa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atahualpa#L.27ambasceria_di_Hernando_de_Soto" target="_blank">incontro fra Pizarro e l&#8217;Inca Atahualpa</a>: quando questi getta a terra la Bibbia, dicendo che il libro «non gli dice niente», gli spagnoli approfittano del «sacrilegio» per saltargli addosso e farlo prigioniero, dando inizio così alla colonizzazione dell&#8217;America meridionale).</p>
<p>La figura del «libro parlante» sta alla base di tutto questo libro: non a caso, il titolo originale comprende anche la clausola <em>Written by Himself</em>, scritta da se stesso. Come tutte le grandi autobiografie afroamericane, questa è anche la storia delle condizioni della sua stessa scrittura: di come il deportato ha saputo impadronirsi degli strumenti culturali dei suoi padroni fino a prendere lui stesso la parola inscrivendosi in quell&#8217;universo delle lettere al quale, come ricorda Gates, gli africani &#8211; secondo i grandi filosofi dell&#8217;illuminismo, da Hume a Kant a Hegel &#8211; erano ontologicamente incapaci di accedere.</p>
<p>Ed è anche l&#8217;inizio di un processo di liberazione e trasformazione in cui Equiano mette insieme quanto basta a comprarsi la libertà, torna in Inghilterra, si battezza nella chiesa metodista, studia matematica e musica, lavora in navi mercantili (anche, brevemente, commerciando schiavi), impianta una piantagione in Nicaragua, si impegna nella causa dell&#8217;abolizione del commercio degli schiavi. E scrive questo memorabile libro.</p>
<p><strong>La grande trasgressione </strong></p>
<p>Ma questa non è solo un&#8217;avventurosa storia di liberazione personale &#8211; non a caso, e a differenza da quasi tutte le altre autobiografie di ex schiavi, il libro non finisce con l&#8217;emancipazione ma continua con la sua storia da uomo libero. Scritto fra la rivoluzione americana e la rivoluzione francese, nell&#8217;Inghilterra della rivoluzione industriale, il libro di Equiano &#8211; merce che si fa mercante &#8211; è anche un sorprendente documento delle grandi rivoluzioni borghesi del diciottesimo secolo.</p>
<p>Addetto ai commerci del suo padrone, Equiano può fare piccoli traffici per conto suo, che gli permetteranno di accumulare la somma necessaria a comprarsi la libertà. Ma in più di un&#8217;occasione si accorge che la sua condizione di schiavo interferisce col commercio: come altri suoi contemporanei (per tutti, <a title="Wikipedia - Venture Smith (in inglese)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Venture_Smith" target="_blank">Venture Smith</a>, che scrive in Nord America qualche anno prima), si accorge che i bianchi possono costringerlo ad accettare moneta falsa, rubargli la merce, non rispettare i patti, senza che lui abbia gli strumenti legali per difendersi. La <em>mancanza di eguaglianza giuridica fra i contraenti</em>, insomma, interferisce sulla <em>certezza dei contratti:</em> è un vero e proprio apologo che spiega che cosa veramente significa l&#8217;odierno vangelo liberista della relazione fra capitalismo e democrazia.</p>
<p>La grande trasgressione di Equiano infatti consiste nel fatto che questo schiavo non pensa <em>come vuole</em> il padrone, ma pensa <em>come</em> il padrone, e in questo modo afferma e rivendica la propria <em>parità di diritti.</em> A leggere i capitoli iniziali in cui Equiano descrive i costumi del suo paese d&#8217;origine in parallelo con certi passi dell&#8217;autobiografia di Benjamin Franklin, ci si accorge che le virtù attribuite da Equiano agli africani sono sostanzialmente le stesse &#8211; sobrietà, moderazione, castità, risparmio &#8211; che Franklin cerca di interiorizzare per costruirsi come soggetto rivoluzionario borghese. Equiano non poteva conoscere il libro di Franklin che fu sì scritto negli stessi anni, ma sarebbe stato pubblicato solo dopo il 1860; quindi la somiglianza fra i due <em>self-made men</em> è un segno straordinario dello spirito del loro tempo e della costruzione della nuova identità morale rivoluzionaria borghese.</p>
<p>Equiano conclude con un passo straordinario che anticipa il passaggio dalla schiavitù al neocolonialismo, e intuisce certe idee pre-keynesiane sull&#8217;economia dell&#8217;offerta. La fine del commercio di schiavi, suggerisce, converrà ai grandi interessi industriali della nostra Inghilterra. Quando si accorgeranno che invece di usare l&#8217;Africa come cava di manodopera si guadagnerà di più vestendo gli ignudi africani (all&#8217;uopo «civilizzati» e cristianizzati) con i prodotti dell&#8217;industria tessile di Manchester, il turpe mercato avrà fine. Certo, aggiunge con un sarcasmo degno del contemporaneo Jonathan Swift, alcuni settori dell&#8217;economia saranno danneggiati: in particolare, i fabbricanti di «collari, catene, manette, ceppi, ruote, schiacciapollici, museruole di ferro e bare, sferze, staffili e altri strumenti di tortura usati nel commercio degli schiavi».</p>
<p>Ho una sola perplessità rispetto a questa benvenuta e ben fatta traduzione. La curatrice scrive nella postfazione che un apparato critico lo avrebbe ridotto a un «reperto letterario» e «museale», mentre leggerlo senza alcun corredo «restituisce voce e attualità» a questo «frammento della nostra storia umana». Anche se la traduzione arriva solo ora, su Equiano, non solo in Inghilterra, Stati Uniti e Africa, ma anche in Italia, esistono almeno trent&#8217;anni di studi tutt&#8217;altro che museali. Farci in qualche modo i conti avrebbe potuto aiutare.</p>
<p>Per esempio, in questa edizione si dà per scontato che la vita di Equiano sia andata esattamente come lui la racconta. Ma sulle autobiografie è sempre bene stare in guardia.</p>
<p><strong>Tra esperienza e immaginazione </strong></p>
<p>Un documentatissimo libro di Peter Carretta, <em>Equiano, the Africa: Biography of a Self-Made Man</em>, 2005, l&#8217;autore sostiene, per esempio, che Equiano non era nato in Africa: esistono registri in cui c&#8217;è scritto che era nato in Carolina; e praticamente tutto quello che lui dice sull&#8217;Africa era desumibile dalle pubblicazioni coeve degli esploratori europei. Su questa tesi io ho ancora dei dubbi, ma certo non si può ignorare. Perché se così fosse, allora non si tratterebbe solo di una <em>«testimonianza»</em>, livello a cui viene sistematicamente ridotto il lavoro narrativo dei subalterni (anche un paio dei primi romanzi scritti da immigrati in Italia sono stati proposti come <em>autobiografie:</em> ai subalterni non si riconosce il diritto a immaginare), ma di un&#8217;opera in cui esperienza, ricerca, immaginazione si intrecciano, anticipando sotterraneamente la nascita di quel romanzo afro-americano-europeo che non sarebbe emerso prima di un altro mezzo secolo.</p>
<p>Insomma: il titolo originale era <em>The Interesting Narrative</em>; la traduzione si intitola <em>L&#8217;incredibile storia</em>. Con i sinceri e dovuti ringraziamenti a chi l&#8217;ha fatta e a chi l&#8217;ha resa possibile, credo che offrire strumenti ulteriori di lettura forse avrebbe aiutato il lettore a trovare questa storia meno incredibile, e ancora più interessante.</p>
<p><em>Alessandro Portelli, «Il Manifesto», 14 Gennaio 2009. Titolo originale dell&#8217;articolo: «Gustavo L&#8217;AFRICANO»</em></p>
<br />Pubblicato inAntisemitismo/razzismo, Letture, Varie Tagged: alessandro portelli <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1611/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1611&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pisa, il Sindaco taglia le spese sociali. Protestano gli operatori</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 22:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le ordinanze sui venditori ambulanti e sui Rom, il Sindaco di Pisa apre un nuovo capitolo delle sue politiche securitarie: con una delibera della Società della Salute (l&#8217;organismo di coordinamento delle politiche socio-sanitarie di tutti i comuni della zona), si dispone il taglio di 650 mila euro ai progetti sociali. Scompaiono così pressochè tutti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1671&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1672" title="gigi_grande" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/02/gigi_grande.jpg?w=128&#038;h=88" alt="gigi_grande" width="128" height="88" /> <em>Dopo le ordinanze sui venditori ambulanti e sui Rom, il Sindaco di Pisa apre un nuovo capitolo delle sue politiche securitarie: con una delibera della Società della Salute (l&#8217;organismo di coordinamento delle politiche socio-sanitarie di tutti i comuni della zona), si dispone il taglio di 650 mila euro ai progetti sociali. Scompaiono così pressochè tutti gli interventi sulle marginalità: dalle unità di strada per i senza fissa dimora ai progetti di assistenza alle prostitute vittime di tratta. Una scelta che riporta la città indietro di decenni. Ecco cosa sta succedendo.</em></p>
<p>Più di 650 mila euro: è questo l&#8217;ammontare dei tagli che i Comuni della zona pisana hanno previsto nei capitoli di spesa sulle politiche sociali. Per i disabili, per le persone anziane, per gli immigrati o per i quartieri di periferia ci saranno, nel 2009, centinaia di migliaia di euro in meno rispetto al 2008. <span id="more-1671"></span></p>
<p>La decisione è stata presa dalla Società della Salute, l&#8217;organismo di coordinamento delle politiche socio-sanitarie, che raccoglie tutti i comuni della zona: nella Giunta della Società della Salute siedono, appunto, i Sindaci, che a loro volta delegano gli assessori competenti in materia sociale.</p>
<p>La Giunta della Società della Salute si è riunita il 15 Gennaio scorso, e ha affrontato il problema dei tagli agli enti locali previsti dal governo Berlusconi: tagli che riguardano soprattutto il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, colpito drasticamente dalla legge 133 del 2008 (la stessa che ha provocato, nei mesi scorsi, la protesta delle Università italiane). Si parla, in proposito, di più di quindici milioni di euro in meno solo per la Toscana.</p>
<p>Posti di fronte ai minori introiti percepiti quest&#8217;anno, i primi cittadini della zona pisana hanno deciso un drastico ridimensionamento delle politiche sociali: ad essere colpiti sono soprattutto i progetti degli ex Piani di Zona, cioè gli interventi che vengono affidati a cooperative sociali e associazioni, rivolti alle marginalità e all&#8217;area del disagio sociale.</p>
<p>Risultano «conclusi» (cioè non più finanziati, e dunque costretti a chiudere definitivamente i battenti) numerosi progetti: all&#8217;Ospedale di Pisa, per esempio, non ci saranno più gli interventi di animazione e di gioco per i bambini gravemente malati, ricoverati nei reparti di lungodegenza; il camper del «Progetto Gulliver», un&#8217;unità di strada impegnata nelle problematiche delle tossicodipendenze, non lavorerà più nei quartieri periferici della città, e non potrà più distribuire siringhe asettiche né fornire informazioni e assistenza; per i detenuti non ci saranno più le attività di socializzazione, e verrà concluso anche lo sportello di consulenza per i cittadini stranieri all&#8217;interno del carcere Don Bosco.<br />
Altri progetti vengono invece «rimodulati»: significa che proseguono, ma con finanziamenti minori. Viene ridotto del 25% il contributo ad alcuni interventi rivolti ai ragazzi delle scuole e ai giovani dei quartieri periferici o dei paesi vicini a Pisa (Pisanova, CEP, S. Giuliano Terme, Vecchiano). Vengono dimezzate le risorse destinate al «Progetto Sally», l&#8217;unità di strada che si occupa del sostegno alle prostitute e alle vittime della tratta degli esseri umani; analoga sorte tocca al progetto per l&#8217;inserimento dei bambini disabili nelle scuole.<br />
Restano confermati, invece, altri interventi sociali: il dormitorio per senza fissa dimora, il centro «Oltre il Muro» per l&#8217;accoglienza degli ex detenuti, l&#8217;agenzia casa e lo sportello lavoro per i cittadini stranieri. Per questi progetti, il finanziamento pubblico resta invariato: il che significa comunque &#8211; spiegano gli operatori &#8211; un taglio di circa il 10%, perché il contratto nazionale di lavoro del settore prevede l&#8217;aumento degli stipendi dei lavoratori, e questo aumento non viene finanziato.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/02/01/pisa-il-sindaco-taglia-le-spese-sociali-protestano-gli-operatori/"><img src="http://img.youtube.com/vi/6eyx0deHDl4/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Alla fine, risultano tagli per 655.000 euro su base annua. Che tradotto in soldoni vuol dire circa 25 stipendi in meno, 25 operatori che non potranno più intervenire nelle situazioni di disagio e di marginalità sociale, e dunque, inevitabilmente, una riduzione notevole dei servizi.</p>
<p>I Sindaci considerano questi &#8220;tagli&#8221; una conseguenza necessaria delle politiche del Governo: a minori finanziamenti per gli enti locali corrisponderebbero, in quest&#8217;ottica, minori interventi sociali. Non la pensano così le cooperative e le associazioni: da più parti si fa notare che in altre zone ugualmente colpite dai tagli del Governo &#8211; come nel caso della Valdera &#8211; gli interventi per la marginalità sono stati confermati. E a Pisa gli stessi tagli &#8211; accusano le cooperative &#8211; sono stati decisi dall&#8217;alto, con criteri che suscitano dubbi e perplessità: perché, per esempio, alcuni progetti sono stati confermati, ed altri chiusi? Con quali criteri si sono prese decisioni così importanti?</p>
<p>Gli operatori contestano il fatto di non aver avuto alcuna voce in capitolo: presso la Società della Salute esiste da tempo una &#8220;Consulta del Terzo Settore&#8221;, che raccoglie cooperative, organismi di volontariato ed esperti: nessuno li ha ascoltati prima di decidere se e dove diminuire le risorse.</p>
<p>D&#8217;altronde, non è un mistero che la nuova amministrazione guidata da Filippeschi punta tutto sulla sicurezza: e infatti, a fronte dei tagli del Governo, si sono aumentate le risorse per telecamere e agenti della Polizia Municipale. Proprio questo aspetto ha provocato dure contestazioni da parte degli operatori sociali, che ora rischiano il posto di lavoro: «siamo disorientati e allibiti» &#8211; scrivono in una lettera firmata da 167 lavoratori, sostenuta anche da numerosi cittadini che l&#8217;hanno sottoscritta su internet &#8211; «dal modello di sicurezza oggi proposto a Pisa, fatto di tagli al sociale e investimenti sul presidio poliziesco del territorio».</p>
<p><em>Sergio Bontempelli, articolo pubblicato su<a title="Pisa Notizie - tagli alle politiche sociali" href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news_20090129_societadellasalute.html" target="_blank"> Pisa Notizie</a></em></p>
<br />Pubblicato inImmigrazione, Pisa, Pisa/migranti, Pisa/politica, Pisa/Rom Tagged: vertenza-pisa <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1671/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1671&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pisa, nasce un nuovo quotidiano online</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 23:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvisi del blog]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[pisa notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni parte una nuova esperienza editoriale: un quotidiano online su Pisa e provincia. Promosso dal sottoscritto, assieme ad amici e compagni con cui ho condiviso lunghi anni di volontariato e di impegno sociale, il sito intende fornire ogni giorno inchieste, approfondimenti e informazioni sulla città. Dunque, oltre a questo blog &#8211; che continuerà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1665&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1667" title="ndipisanotizie1" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/01/ndipisanotizie1.jpg?w=93&#038;h=96" alt="ndipisanotizie1" width="93" height="96" /> <em>In questi giorni parte una nuova esperienza editoriale: un quotidiano online su Pisa e provincia. Promosso dal sottoscritto, assieme ad amici e compagni con cui ho condiviso lunghi anni di volontariato e di impegno sociale, il sito intende fornire ogni giorno inchieste, approfondimenti e informazioni sulla città. Dunque, oltre a questo blog &#8211; che continuerà ad esistere e ad aggiornarvi sui temi di cui mi occupo &#8211; invito tutti i lettori a visitare <a title="Pisa Notizie. Indipendente, quotidiano" href="http://www.pisanotizie.it" target="_blank">www.pisanotizie.it</a>.</em></p>
<p>Nasce oggi <a title="Pisa Notizie. Indipendente, quotidiano" href="http://www.pisanotizie.it" target="_blank">Pisanotizie</a>. Iniziamo un cammino che ci auguriamo sia lungo, affollato, a volte anche accidentato, ma sopratutto ricco di incontri, fatto di corpi e di parole: parole che provino a raccontare la società ed i suoi conflitti, le conquiste e le sconfitte degli uomini e delle donne che la compongono, le ingiustizie e le discriminazioni che pervadono sempre più il nostro tempo. <span id="more-1665"></span></p>
<p>Per portare avanti questo cammino e percorrere liberamente le strade della nostra città abbiamo deciso di raccontare e indagare: abbiamo scelto di essere editori di noi stessi. La redazione di <a title="Pisa Notizie. Indipendente, quotidiano" href="http://www.pisanotizie.it" target="_blank">Pisanotizie</a> risponderà di quanto scrive solo a chi lo scrive, a chi lo legge e a tutti coloro che vorranno collaborare con noi.</p>
<p>Essere indipendenti è il presupposto fondante del nostro modo di fare giornalismo: non un&#8217;etichetta ma una pratica quotidiana e irrinunciabile. Vorremo così dare voce a chi non ce l&#8217;ha, dare spazio a chi non appare mai, per far sì che il nostro giornale sia un vero luogo di confronto politico e sociale in cui non esiste &#8220;la versione dei fatti&#8221;, ma il contraddittorio. Siamo convinti che l&#8217;indipendenza sia la base per un giornale di inchiesta, che vuole &#8220;entrare dentro&#8221; le cose ed i problemi, che ritiene indispensabile confrontarsi con la complessità del reale.</p>
<p>Fare questo giornale rappresenta per noi una scelta: schierarsi contro l&#8217;indifferenza, i luoghi comuni e quell&#8217;omologazione per la quale gli eventi sociali, culturali e politici sono &#8220;fatti naturali&#8221; che avvengono fatalmente e non sono dovuti a cause determinate e a scelte precise. Per questo crediamo occorra diffidare di chi parla di un&#8217;informazione neutra ed asettica. Questo è solo un modo per far passare il proprio pensiero come una verità assoluta. Il nostro sarà uno sguardo connotato da un bagaglio politico e culturale diversificato, uno sguardo parziale, nel senso letterale del termine: cioè di parte, partigiano.</p>
<p>Siamo di parte in quanto siamo immersi nella società che viviamo e raccontiamo, siamo di parte perché è nella natura di un organo d&#8221;informazione polemizzare, criticare, esprimere una posizione con consapevolezza e responsabilità. La critica è la forza della democrazia e la molla dell&#8217;informazione. Questo non riguarda la faziosità, al contrario, è esattamente l&#8217;opposto. Il giornalismo &#8220;embedded&#8221;, che riteniamo essere disinformazione, è l&#8217;antitesi di quella professionalità che cercheremo di mettere nel nostro quotidiano e nella ricerca della giusta misura per un&#8221; informazione utile, completa, in grado di riempire i vuoti di un silenzio che, troppo spesso, pesa sulla nostra esistenza civile.</p>
<p>Siamo convinti che il compito di un giornale non sia quello di assecondare il senso comune e l&#8217;ordine precostituito, ma di essere uno degli agenti della trasformazione sociale. Un luogo di produzione e di diffusione della cultura, non intesa come fatto aristrocratico o banalizzante, bensì come mezzo per acquistare consapevolezza della realtà. Per questo Pisa notizie è per noi un progetto collettivo che potrà funzionare se sarà capace di intercettare e dare spazio a chi vive quotidianamente la nostra città, di raccontare storie dimenticate o volutamente nascoste.</p>
<p>Vi chiediamo quindi una fattiva collaborazione segnalando eventi, inviando e proponendo articoli, sollecitando insomma temi e questioni da affrontare. Leggete, commentate quotidianamente Pisanotizie, diffondetelo e sosteneteci, perchè l&#8217;informazione indipendente costa ed è un bene comune da difendere. Diamo a Pisa l&#8217;informazione che si merita.</p>
<p><em>La redazione di Pisanotizie. Da <a title="Pisa Notizie. Editoriale" href="http://www.pisanotizie.it/index.php/news_20090127_editoriale.html" target="_blank">Pisa Notizie, editoriale di apertura</a></em></p>
<p style="text-align:center;"><em><a href="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/01/pisanotizie_verticale.gif"><img class="size-full wp-image-1668 aligncenter" title="pisanotizie_verticale" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/01/pisanotizie_verticale.gif?w=185&#038;h=143" alt="pisanotizie_verticale" width="185" height="143" /></a><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<br />Pubblicato inAvvisi del blog, Pisa Tagged: pisa notizie <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1665/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1665&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lampedusa, una bella evasione. Di Enrico Pugliese</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 22:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo articolo, uscito sul Manifesto domenica scorsa, il sociologo Enrico Pugliese spiega le ragioni della rivolta di Lampedusa. Intanto, l&#8217;organizzazione umanitaria Save the Children documenta, in un video che pubblico nel corpo dell&#8217;articolo, le violazioni dei diritti dei minorenni stranieri nel centro di trattenimento dell&#8217;isola siciliana. Non sappiamo come andrà a finire la vicenda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1661&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1662" title="barcone_immigrati2" src="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2009/01/barcone_immigrati2.jpg?w=128&#038;h=90" alt="barcone_immigrati2" width="128" height="90" /> <em>In questo articolo, uscito sul Manifesto domenica scorsa, il sociologo Enrico Pugliese spiega le ragioni della rivolta di Lampedusa. Intanto, l&#8217;organizzazione umanitaria Save the Children documenta, in un video che pubblico nel corpo dell&#8217;articolo, le violazioni dei diritti dei minorenni stranieri nel centro di trattenimento dell&#8217;isola siciliana.</em></p>
<p>Non sappiamo come andrà a finire la vicenda di Lampedusa. Ma certo finora qualche soddisfazione ce l&#8217;ha data. E comunque ha svelato la miseria dei meccanismi repressivi di gestione dell&#8217;immigrazione clandestina, anzi dell&#8217;immigrazione <em>tout-court</em> dato che la fase della clandestinità nel nostro paese è stata da sempre attraversata dalla stragrande maggioranza degli immigrati. Sabato mattina il Tg3 a Mezzogiorno trasmette la notizia secondo la quale gli immigrati racchiusi nel lager di Lampedusa (definito surrealmente «centro di prima accoglienza») si sono dati alla fuga e hanno sfilato per il paese tra gli applausi dei cittadini locali. Da non credersi! <span id="more-1661"></span></p>
<p>Ancora maggior soddisfazione dà il messaggio di <em>tim spot</em> arrivato sul cellulare un po&#8217; dopo l&#8217;una che riporto qui letteralmente «Lampedusa, nuove proteste: un migliaio di immigrati fugge dal Cpa. Il Viminale: nessuna fuga, non è previsto l&#8217;obbligo di permanenza». Forse il messagino tim era sbagliato. O forse no. E, se si parte da questa seconda alternativa, la cosa diventa molto interessante.</p>
<p>E&#8217; bene che si prenda atto e si sappia dappertutto che «non c&#8217;è l&#8217;obbligo di permanenza». D&#8217;altronde ciascuno può vedere le cose &#8211; o dire di averle viste &#8211; a modo suo. La «non fuga» &#8211; secondo il Viminale &#8211; dei tunisini scappati dal Cpt ricorda la celebre dichiarazione di Vittorio Valletta dopo essere stato sequestrato da parte degli operai in lotta durante la occupazione della Fiat nel 1920. Alla richiesta di commentare l&#8217;episodio, Valletta rispose che non di sequestro si era trattato e che era stato solo cortesemente ospitato nel suo ufficio dagli operai. Aveva le sue buone ragioni per negare l&#8217;evidenza.</p>
<p>Non sta a noi investigare sulle ragioni per cui Maroni e Berlusconi negano l&#8217;evidenza nel commentare la ridicola figura che hanno fatto per aver tirato troppo la corda della repressione e della linea del campo di concentramento. Certo è che si sono trovati in grandi difficoltà con, da una parte, le violenze e le aggressioni alle donne in diversi luoghi del paese e, dall&#8217;altra, la beffa della fuga dei lavoratori tunisini carcerati a Lampedusa per il solo delitto di essere venuti a cercare lavoro in Italia.</p>
<p>Dopo la grande soddisfazione datami dalla lettura del messaggio <em>tim spot</em> mi sono però subito rabbuiato e sono stato assalito da una grande preoccupazione. «Speriamo &#8211; ho pensato &#8211; che non venga in mente a qualche disgraziato di commentare l&#8217;episodio denunciando la mancanza di fermezza del governo». E difatti, puntuale come la morte, al Tg2 delle 13,30 è arrivata la dichiarazione dell&#8217;on. Donati dell&#8217;Italia dei Valori che ha lamentato la mancanza di sicurezza, la incapacità del governo di lotta alla immigrazione clandestina, dando così la possibilità all&#8217;on. Gasparri di esibirsi in dichiarazioni minacciose contro gli immigrati, promettendo estrema severità e incremento dell&#8217;uso dell&#8217;esercito nelle città.</p>
<p>Invece di accusare il governo di non aver saputo bloccare la fuga, sarebbe stato giusto e necessario interrogarsi sui motivi e la giustezza di quella fuga («in mancanza di obbligo di permanenza» secondo il Viminale). E prima ancora sarebbe stato necessario interrogarsi sul perché della concentrazione degli immigrati a Lampedusa: sul insomma perché sono lì e perché sono concentrati lì. Si tratta di due questioni intrecciate e tuttavia distinte.</p>
<p>La concentrazione è una pura e semplice scelta politica dei governi che finora si sono succeduti, e in particolare di quelli guidati dall&#8217;on. Berlusconi. <em>Le navi degli aspiranti lavoratori immigrati non finiscono a Lampedusa per caso ma perché il sistema di pattugliamento, di intervento, di salvataggio e di trattenimento le indirizza a Lampedusa</em>. Da qui gli immigrati (e i richiedenti asilo) prima venivano spostati altrove. A Lampedusa questo effetto dirottamento-concentrazione creava qualche problema. Non a caso gli isolani hanno finito per eleggere un sindaco del partito xenofobico «Lega Nord». Ma alla fine c&#8217;erano almeno i trasferimenti.</p>
<p>La scelta del governo attuale, con la creazione di un nuovo più grande <em>lager</em>, vorrebbe fare dell&#8217;isola una grande prigione. E questo spiega la rivolta dei locali e l&#8217;incontro felice con i prigionieri («senza obbligo di permanenza»). Gli immigrati vogliono andarsene dall&#8217;isola (per poter lavorare in Italia). Gli isolani da parte loro non li vogliono. Perché non dare esito al loro comune interesse? Per il fatto che questa scelta contrasterebbe con i principi <em>crudeli</em> e <em>miopi</em> che stanno alla base della politica di immigrazione del governo italiano. Le frontiere devono essere chiuse e l&#8217;immigrazione clandestina (come quella di centinaia di migliaia di italiani che poco più di mezzo secolo addietro andavano in Francia) deve essere considerata un delitto.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2009/01/27/lampedusa-bella-evasione-enrico-pugliese/"><img src="http://img.youtube.com/vi/UMlYnwfoceM/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>E questo risponde alla prima domanda, al perché gli immigrati finiscono nei lager. I rapporti ineguali di potere tra governi dei paesi del Nord e del Sud del mondo divengono chiarissimi proprio nel caso dell&#8217;immigrazione. Ai secondi non resta che accettare le imposizioni, e magari godere di qualche piccolo premio, di qualche briciola, se si mostrano sufficientemente servili e canaglia nei confronti dei loro cittadini che cercano di emigrare: ad esempio la concessione di duemila permessi di soggiorno in più nei confronti di questo o quel paese del Nord Africa che collabora con la repressione, che riduce le possibilità di uscita dei suoi cittadini o si riprende zitto e buono i lavoratori immigrati che gli vengono spediti indietro perché privi di permesso di soggiorno.</p>
<p>Questa è la realtà. Altro che invasione. Ripeto: non sappiamo come finirà, ma una volta tanto abbiamo potuto vedere facce allegre e serene di immigrati «clandestini»: belle facce di giovani tunisini, con l&#8217;aria di lavoratori in lotta e non di dannati della terra.</p>
<p><em>Enrico Pugliese, «Il Manifesto», 25 Gennaio 2009. Titolo originale dell&#8217;articolo: «Belle evasioni».</em></p>
<br />Pubblicato inImmigrazione  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sergiobontempelli.wordpress.com/1661/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sergiobontempelli.wordpress.com&amp;blog=2365181&amp;post=1661&amp;subd=sergiobontempelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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