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Archive for febbraio 2008

Marzio Barbagli Nel Rapporto annuale del Ministero dell’Interno sulla sicurezza, il prof. Barbagli si chiede se, nei controlli sull’immigrazione irregolare, la Polizia è davvero imparziale o se, invece, gli stranieri provenienti da alcuni paesi sono oggetto di controlli più intensi e attenti. La sua conclusione è che le forze dell’ordine non sono selettive discriminatorie, e controllano in modo, per cosi dire, “equanime” tutti i “clandestini”: ovviamente non riescono ad intercettarli e ad espellerli tutti, ma la sorveglianza sul fenomeno sarebbe, secondo il noto sociologo, imparziale e neutra. Ma le cose stanno davvero così? I dati forniti da Barbagli autorizzano questa conclusione? Vediamo più da vicino… (altro…)

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pipe.jpg Notizia dal sito del Comune di Pisa, 23 Febbraio 2008:
“Studenti universitari livornesi arrestati in flagrante per furto di biciclette. Convalidato il detto pisano: le parole le porta via il vento e le biciclette i livornesi“.

[tutto vero: cliccare per credere]

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In questo articolo, pubblicato recentemente sul sito di Osservazione, Nando Sigona riassume le principali tappe che hanno portato all’approvazione del decreto sicurezza e alla costruzione dei Rom rumeni come “nemico pubblico”:

Della sicurezza perduta
«Prima dell’entrata della Romania nell’Unione Europea, Roma era la capitale più sicura del mondo… Bisogna riprendere i rimpatri». Era inizio novembre e l’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, non faceva prigionieri e identificava senza esitazione i colpevoli dell’ondata di criminalità che stava allarmando i cittadini della capitale. La tragica morte di Giovanna Reggiani a seguito della brutale aggressione da parte di un cittadino romeno aveva scosso profondamente la città. Il governo, che si apprestava a varare il tanto annunciato «pacchetto sicurezza», decideva allora di estrarne alcuni provvedimenti da rendere operativi immediatamente attraverso il decreto-legge n.181/2007. L’obbiettivo era facilitare l’espulsione di cittadini comunitari ritenuti dalle autorità una minaccia per la pubblica sicurezza e per la sicurezza dello Stato. (altro…)

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faso.jpgIl mio amico Giuseppe Faso pubblica da anni una rubrica sulla rivista dell’ANCI Toscana “Percorsi di Cittadinanza”: la rubrica si chiama “Le parole che escludono”, e ogni pezzo è un commento sull’utilizzo di alcuni termini nelle retoriche comuni riguardanti l’immigrazione (quelle per capirci, largamente in uso nella stampa quotidiana, nei mezzi di informazione e nella politica). Questi termini sono, appunto, parole che escludono. I pezzi di Giuseppe sono arguti, ironici, gustosi da leggere, e propongono sempre riflessioni non scontate: per questo, decido da oggi di ospitare sul mio blog quelli che mi sembrano più stimolanti. Qui di seguito, il commento sulla parola “soglia”. Quella che figura in frasi del tipo “oltre una certa soglia di immigrati, la gente diventa razzista”…

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staz.jpgSi dice comunemente che la Zona Stazione a Pisa sia un luogo di “concentrazione” degli immigrati e delle cosiddette “situazioni problematiche”. La stampa locale ha parlato persino di “Chinatown” [reportage del Tirreno 13 Aprile 2006]: Alleanza Nazionale ha fatto approvare al consiglio comunale un emendamento al Regolamento Edilizio che prevede la traduzione in italiano delle insegne dei negozi (cosi si apprende dal Tirreno del 13 Aprile 2006), con la motivazione che “i cittadini pisani si sentono stranieri in casa propria” (così il consigliere comunale Diego Petrucci). Ma le cose stanno davvero così?

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Eduard Drumont 75-80.000 individui, lo 0,2% della popolazione complessiva su un totale di circa 38 milioni di abitanti: tanti erano gli ebrei, in Francia, negli anni Ottanta dell’Ottocento. Una percentuale quasi identica a quella dei Rom e Sinti presenti oggi in Italia, la cui consistenza numerica è stimata dal Ministero dell’Interno attorno alle 120-150.000 persone (lo 0,2 per cento della popolazione, appunto). Ma il principale polemista antisemita dell’epoca, Eduard Drumont, era pronto a giurare sull’invasione degli ebrei: così come oggi, di fronte ai nuovi arrivi di Rom rumeni, si grida all’orda barbarica incontrollabile. (altro…)

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The Dixie Chicks Non si direbbe, a vederle in questa foto. Tre ragazze biondo-platino, il sorriso stampato in carta patinata da vere regine dello star-system. E nello star-system, intendiamoci, ci sono davvero: sono famose (almeno negli Stati Uniti) e in questo non c’è nulla di male. Ma i loro pezzi sono quanto di meglio abbia prodotto la country-music negli ultimi anni. Ecco qui sotto un piccolo assaggio (su youtube la resa audio non è eccellente, ma dati i problemi di copyright bisogna accontentarsi…):

Attenzione: se utilizzi la nuova versione Internet Explorer per i sistemi operativi Windows (S)Vista potresti non vedere il video qui sotto. Il mio suggerimento è di installare sul computer Mozilla (puoi farlo da questa pagina), e usarlo al posto di explorer: altrimenti puoi vedere in questa pagina come configurare il tuo browser per vedere i video di Youtube.

E se volete sentirne altre provate qui

A dare vita al gruppo, nell’ormai lontano 1989, sono due delle tre attuali componenti, le sorelle Martha Elenor Erwin e Emily Burns Erwin, rispettivamente violinista e banjoista, oggi conosciute coi nomi da sposate (Martha Maguire detta “Martie” ed Emily Robison). L’allora quartetto comprendeva anche (altro…)

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