Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2008

Impronte digitali ai bambini Rom, impunità per i reati del Palazzo. Un commento «al veleno» di Alessandro Robecchi, dal Manifesto di ieri.

Riassumiamo. Da anni ci frantumano gli zebedei che i delinquenti sono liberi mentre le brave persone sono chiuse in casa terrorizzate. Da anni e anni non c’è sera che ogni telegiornale non ci ripeta questa solfa. Così abbiamo visto i paladini della tolleranza zero vincere le elezioni in carrozza e qualche manigoldo di sinistra prendersela con i lavavetri o i venditori di borsette false. (altro…)

Read Full Post »

L’impunità per i potenti, anche se colpevoli di reati, e la punizione per gli ultimi (i Rom, gli stranieri, i «clandestini»), anche quando non hanno fatto nulla di male: il discrimine che separa la società, la gerarchia che la organizza e la divide, non passa da ciò che si fa, ma da ciò che si è. Il funzionamento del «neorazzismo» in un lucido e argomentato commento di Marco Revelli.

Dunque, le cose stanno così. C’è un piccolo numero di persone, quelle che stanno in alto, più in alto di tutti, dichiarate per legge al di sopra di ogni giudizio. Investite, in quanto tali, per ciò che sono e non per ciò che possono aver fatto, del privilegio dell’impunità. E ce ne sono altre, più numerose, ma razzialmente delimitate, separate dai buoni cittadini da un confine etnico – quelle che stanno in basso, più in basso di tutti – considerate invece, per legge, in quanto tali, per ciò che sono, non per ciò che possono aver fatto, colpevoli. Almeno potenzialmente. Pre-giudicate. (altro…)

Read Full Post »

Saggezza popolare…

(clicca sull’immagine per ingrandire)

Il mio amico Giulio PK ha scovato questa scritta, a Viareggio… saggezza popolare

Read Full Post »

Dal blog di Gad Lerner traggo questa splendida riflessione sulla categoria di «clandestino», e sul delirio repressivo e securitario che ne accompagna la diffusione. A partire da un’esperienza personale: perchè anche Gad Lerner è stato «clandestino».

Nello scompartimento del treno locale Genova-La Spezia entra ondeggiando col cartone di Tavernello in mano un vecchio freak scapigliato, la chitarra a tracolla e il cane bastardo al guinzaglio. «Da quando la moglie mi ha buttato fuori casa, basta libri, solo vino», ironizza brillo e malinconico. E’ un tedesco di Essen, da anni residente a Chiavari se il divorzio non l’avesse sospinto a vagabondare per la Liguria. Dove trova ricovero la notte? Di colpo lo sbandato d’aspetto sessantottino si trasforma, furibondo. «Lo sai cosa mi dicono ai centri d’accoglienza? Rivolgiti all’ambasciata di Germania, mi dicono! Lì prendono solo quegli schifosi dei clandestini, sudamericani violenti, arabi parassiti. Con che diritto loro vengono a casa nostra? E invece guarda che roba: se non sei clandestino niente diritti. Ci vorrebbero di nuovo Hitler e Mussolini per fare pulizia». (altro…)

Read Full Post »

Un coro di no al censimento Maroni

La proposta di Maroni – censimento di tutti i Rom con rilievo delle impronte digitali anche per i minori – ha ricevuto un coro di no, anche da fonti «insospettabili»: come il Garante per la privacy. Di seguito un articolo, tratto da «La Repubblica online», che riassume la situazione. (altro…)

Read Full Post »

Ero a S. Siro, Mercoledi 25 Giugno, a seguire il concerto di Bruce Springsteen. Davvero un grandissimo evento nella storia musicale di questo paese. Rovinato (solo un po’ ) dall’insipienza del Sindaco Moratti…

(altro…)

Read Full Post »

Chissà se i «filoamericani» Walter Veltroni e Silvio Berlusconi conoscono questa canzone dell’americanissima Martina McBride, intitolata «Independence Day»: riguarda le violenze contro le donne ma, a differenza di quanto fanno i seguaci nostrani (e maldestri) delle stelle e striscie, non chiama in causa l’«unica matrice rumena» degli stupratori. Non usa nemmeno una formula equivalente, più adatta al contesto migratorio statunitense (che so? una cosa del tipo «unica matrice latinoamericana delle violenze», o similia…). Più sobriamente, chiama le cose col loro nome: perchè il «bruto» del video originale (a proposito, consiglio a tutti di guardarlo, si trova in questa pagina di youtube) non è straniero, non è clandestino, non è rumeno e nemmeno zingaro, ma è un americanissimo marito. Così come, qui da noi, sono gli italianissimi mariti, parenti, fidanzati e amanti i principali responsabili delle violenze sulle donne (come dimostrano tutti i dati disponibili). Checchè ne dicano Veltroni e Berlusconi… (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »