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Archive for the ‘Pisa/migranti’ Category

polliceverso2 Ho già segnalato, in questo stesso blog, la svolta securitaria dell’amministrazione comunale di Pisa, a seguito dell’insediamento del nuovo Sindaco Marco Filippeschi. Ora, sull’operato della giunta e del consiglio comunale piovono le critiche di intellettuali prestigiosi, conosciuti in tutta Italia. Ecco cosa sta succedendo.

Un «netto mutamento di clima». Una «brusca inversione di tendenza» per una città da sempre solidale con gli immigrati e i Rom. Usano parole misurate ma pesanti, i firmatari dell’«appello antirazzista pisano». E non si tratta di persone qualunque. In calce all’appello, che esprime «profondo disagio e disaccordo» con le recenti scelte dell’amministrazione, si leggono firme prestigiose: dallo storico Adriano Prosperi, della Scuola Normale, a Michele Luzzati, voce autorevole della comunità ebraica; dal teologo Don Roberto Filippini alla medievista Chiara Frugoni (la cui biografia di S. Francesco ha ispirato i lavori di Dario Fo), fino allo scrittore Luca Ricci. Assieme a loro, tra gli altri, la rappresentante dei Rom Marinela Nicolin. Cosa ha spinto queste persone a prendere carta e penna? (altro…)

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pisavolta Il Comune di Pisa, fino a pochi mesi fa all’avanguardia nelle politiche di accoglienza e di inserimento sociale dei migranti, si adegua al clima diffuso in tutto il paese. E, in consiglio comunale, centro-destra e centro-sinistra votano insieme una mozione sulla «sicurezza». Ecco come gli amministratori comunali stanno cercando di smantellare un’esperienza avanzata. E come sta reagendo la città.

Mentre in Italia si moltiplicavano le violenze a sfondo razziale – non ultima, quella di Ponticelli, dove un intero «campo nomadi» veniva dato alle fiamme – e mentre si sviluppava la moda delle «ordinanze creative», Pisa seguiva percorsi diversi. Nella città della Torre Pendente i «campi nomadi» venivano chiusi non dagli sgomberi, ma da un progetto di inserimento abitativo: i Rom ottenevano una casa, e venivano assistiti nella ricerca di un impiego. Molte famiglie hanno trovato lavoro, e hanno cominciato a pagare da sole l’affitto: diventando non un costo, ma una risorsa. In un clima nazionale di intolleranza, qui si introduceva il diritto di voto amministrativo per gli stranieri, e si lavorava per agevolare le pratiche dei permessi di soggiorno.
Oggi, è bene saperlo, l’«anomalia pisana» non esiste più. (altro…)

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Mentre il Sindaco di Pisa dichiara guerra ai venditori ambulanti stranieri e si accoda alla moda delle «ordinanze creative», a schierarsi contro la «tolleranza zero» sono, tra gli altri, gli agenti di Polizia Municipale: coloro, cioè, che dovrebbero applicare le «ordinanze». In questo documento, le rappresentanze sindacali dei vigili spiegano che la questione della vendita ambulante non si affronta con politiche repressive, ma con l’integrazione e le politiche sociali.

La Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) del Comune di Pisa esprime solidarietà ai colleghi della Polizia municipale contusi negli ultimi mesi (e non solo l’ultimo episodio del 22 Ottobre in Piazza S. Silvestro) nel corso delle operazioni anti abusivismo commerciale. Dobbiamo tuttavia ribadire la nostra aperta contrarietà ai modi con i quali l’Amministrazione Comunale e il Comando di Polizia Municipale utilizzano il personale sempre più per operazioni di controllo delle contraffazioni merceologiche e senza alcun coordinamento con le altre forze di polizia. (altro…)

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In questo articolo uscito sul quotidiano locale «La Nazione», Guglielmo Vezzosi riporta i dati demografici, aggiornati al Luglio 2008, della popolazione pisana. Ne emerge una crescita considerevole degli immigrati residenti: grazie ai quali la città ha invertito la tendenza allo spopolamento, e ha ricominciato a crescere.

Sempre più stranieri residenti nella nostra città. Un flusso costante di immigrati – dai paesi comunitari e non – che scelgono di mettere radici sulle rive dell’Arno. Rappresentano ormai il 10% della popolazione e il loro numero ha riportato in attivo il saldo demografico della popolazione. Adesso sotto la Torre vivono 90.485 pisani, 30 in più rispetto all’Estate di due anni fa. Non è molto in termini assoluti, ma si tratta di un risultato dal valore simbolico non trascurabile, perchè inverte una tendenza allo spopolamento che sembrava ormai inarrestabile. Ma quello che spicca è il peso determinante della componente di residenti stranieri: i cittadini comunitari sono passati dai 746 del 2006 ai 2.033 di quest’anno (2,25% della popolazione complessiva), metà dei quali provengono dalla Romania (paese che è entrato nell’Unione dal Gennaio 2007 insieme alla Bulgaria). (altro…)

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Un quartiere multietnico a due passi dalla Stazione ferroviaria. Un Comune che vuole riempirlo di cemento. E i cittadini – italiani e stranieri – che presentano un progetto alternativo. Accade a Pisa, grazie a Rebeldia: che ora invita tutti a partecipare, a dire la propria, compilando un questionario online.

(clicca sull’immagine per compilare il questionario)

Un quartiere disegnato, progettato, trasformato dai suoi stessi cittadini: è questa la proposta lanciata dalle associazioni del cartello Rebeldia, per definire in modo democratico e partecipato l’assetto del quartiere Stazione di Pisa. L’idea è quella di coinvolgere tutti: dai residenti agli studenti fuori sede, dai lavoratori degli uffici nella zona ai pendolari che ogni giorno vanno alla Stazione, dai commercianti agli stranieri che qui si ritrovano, nei bar o nei negozi, per fare due chiacchiere con amici e connazionali. Ciascuno potrà formulare proposte, partecipare alle discussioni plenarie o ai gruppi di lavoro tematici. E, per valorizzare il contributo di chi non può, o non vuole, spendere il proprio tempo nelle riunioni, si diffonderà un questionario, che si potrà compilare anche online a questo indirizzo. Come nasce questo ambizioso programma di urbanistica partecipata? Vale la pena vederlo più da vicino. (altro…)

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L’ultima novità in fatto di ordinanze bizzarre viene da Pisa: sarà proibito girare con grosse borse, valigie e zaini in prossimità di monumenti storici. Subito ribattezzata «ordinanza antiborsoni», la decisione del Sindaco e del Prefetto è indirizzata ai venditori ambulanti stranieri, e agli «abusivi» che vendono merci contraffatte. In questo modo, oltre ad allinearsi alla moda delle ordinanze «creative» (e cretine), le autorità locali dimostrano una profonda ignoranza in materia di commercio ambulante e contraffazione. Su questi temi, non farebbe male ragionare a partire dai dati: vediamoli brevemente.

In questo finale di Estate, il nostro paese ha fatto ridere tutta Europa. Ha cominciato Le Monde, il 13 Agosto, parlando di Sindaci «folkloristici». Ha incalzato l’inglese Independent, il 17 Agosto: «quando una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che la vieta» [leggi anche: testo originale inglese]. Da allora, la barzelletta delle «ordinanze creative» ha fatto il giro del mondo. Del resto, se ne possono raccontare infinite varianti: si va dal provvedimento fiorentino sui lavavetri al divieto di sostare nei parchi (Novara); dalla multa per i fidanzatini «colpevoli» di leggere un libro sul prato (Vicenza), all’«ordinanza antimendicanti» nella città che ha dato i natali al fondatore di un «ordine mendicante» (Assisi). Mancava, in questo campionario da Figurine Panini, un provvedimento contro il problema dei problemi: stiamo parlando, naturalmente, dei «borsoni», dove gli ambulanti stranieri tengono la loro merce. Per supplire a questa lacuna, interviene ora il Comune di Pisa che, dopo una lunga concertazione nientemeno che col Prefetto, ha dato vita all’«ordinanza antiborsoni». Se ne sentiva davvero la mancanza… (altro…)

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Criminalizzazione del dissenso e dei movimenti pacifisti, gestione autoritaria dell’ordine pubblico, «giro di vite» nelle relazioni sindacali con gli operatori di polizia, rigidità nel rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno all’Ufficio Immigrazione: così, nel 2003, un Questore pensò di svolgere il suo ruolo nella città di Pisa. Movimenti, volontariato, associazioni e sindacati di polizia riuscirono ad allontanare quel Questore, con una vertenza civile, democratica, determinata. Rebeldia ripubblica nel suo sito i materiali di quella straordinaria vicenda: intanto, però, arrivano le condanne penali contro i suoi protagonisti.

«Un poliziotto che lavora tra le gente»; «ha il dono della simpatia a prima vista»; «un colloquio con i giornalisti che diventa subito una chiacchiarata informale»; «un poliziotto di strada». Così la cronaca pisana de «Il Tirreno» riassume, il 25 Giugno 2002, la prima conferenza stampa del nuovo Questore, Eugenio Introcaso, arrivato da pochi giorni in città. A sentire il cronista pare proprio un tipo simpatico, il Questore: uno in maniche di camicia, concreto, informale, ma anche un serio professionista. Verrebbe quasi da crederci, se non fosse per una frase un po’ fuori posto riportata nell’articolo: «Intendo spendere tantissime risorse sul piano della prevenzione, perchè i reati non vengano commessi. Ad esempio ho sentito parlare dei problemi connessi all’esistenza del campo degli zingari: anche qui considero esigenza primaria non far commettere i reati». Un’immagine bizzarra della prevenzione: coloro che potrebbero, in teoria, commettere dei crimini (individuati sulla base di dicerie e pregiudizi) vanno allontanati prima che facciano danni. Peccato che la legge – che un Questore sarebbe chiamato a rispettare e far rispettare – preveda la punizione degli autori di reato, e non di quelli che ipoteticamente potrebbero diventarlo. Magari solo perchè zingari. Un brutto scivolone, insomma: a cui nessuno fa caso. (altro…)

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