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Posts Tagged ‘Bruce Springsteen’

obama Nel suo discorso da Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama rifiuta la logica della guerra e della sicurezza a qualunque costo; e muove i primi passi per l’abolizione della tortura e l’affermazione dei diritti umani. Di seguito, inchieste e video per capire cosa sta succedendo dall’altra parte dell’Oceano.

«Noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisce […] i diritti dell’individuo […]. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e del ritegno». Così il neopresidente degli Stati Uniti nel suo discorso di insediamento: parole che suonano lontanissime dalla politica nostrana, ormai abituata  a fare letteralmente a pezzi i diritti in un nome di una (presunta) emergenza sicurezza. (altro…)

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Ero a S. Siro, Mercoledi 25 Giugno, a seguire il concerto di Bruce Springsteen. Davvero un grandissimo evento nella storia musicale di questo paese. Rovinato (solo un po’ ) dall’insipienza del Sindaco Moratti…

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Chi non conosce Johnny B. Goode di Chuck Berry? Scritta nel 1955, pubblicata nel 1958, questa canzone rappresenta un atto fondativo, quasi un certificato di nascita del rock’n’roll: eseguita e rifatta da innumerevoli musicisti, ha percorso l’intera storia del rock moderno. E se tutti ormai conoscono – anche solo per averlo sentito una volta – il ritmo travolgente di questo pezzo, meno conosciuta è la storia che esso racconta. (altro…)

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Molti conosceranno questo pezzo, qui eseguito dai Chieftains: si tratta di Long Black Veil, citato da molti siti e riviste come “brano tradizionale anglo-irlandese, ripreso da numerosi musicisti country e folk nordamericani”. E’ la storia di un uomo ingiustamente accusato di omicidio: dieci anni prima, in a cold dark night (“in una notte fredda e scura”), c’era stato un brutto fatto di sangue, e il colpevole, avvistato dalla folla mentre fuggiva, assomigliava molto allo sfortunato protagonista della vicenda (looked a lot like me). Il giudice chiede quale sia l’alibi dell’imputato, e cerca anche di tranquillizzarlo: se quella notte eri da un’altra parte, gli dice in sostanza, non ti condannerò a morte. Lui, però, “non dice una parola” (I spoke not a word), pur sapendo che in quel modo si gioca la vita (though it meant my life). Il motivo lo spiega subito dopo: quella fatidica notte l’uomo si trovava con la moglie del suo migliore amico (I had been in the arms of my best friend’s wife). Segue l’inevitabile condanna a morte e la conseguente esecuzione, alla quale la donna assiste senza versare una lacrima (she stood in the crowd and shed not a tear). Il segreto resta dunque custodito dal protagonista della vicenda, che da morto parla in prima persona, e dalla donna, che periodicamente fa visita alla tomba vestita di un lungo velo nero, a long black veil: da cui il titolo della canzone. Il modo di narrare gli eventi, la melodia, l’ambientazione della storia sembrano tipiche di un pezzo tradizionale: tra l’altro, le murder ballads (le canzoni che parlano di omicidi e fatti di sangue) sono tipiche dei Southern Appalachians. In questo caso, però, il brano non ha nulla di tradizionale … (altro…)

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