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Posts Tagged ‘CPT’

Nel disegno di legge sulla sicurezza, in discussione in questi giorni al Senato, si prevede l’estensione a 18 mesi del tempo massimo di detenzione nei centri di permanenza per immigrati. Quanto costa al contribuente un’operazione simile? Quali benefici potrà trarre la collettività da spese così ingenti? Qualche dato tratto da fonti ufficiali.

E’ stato in questi giorni depositato al Senato il disegno di legge n. 733, «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica»: quello che prevede – tra l’altro – il reato di clandestinità (o, per usare termini tecnici, di «ingresso illegale nel territorio dello Stato»). Nel disegno di legge si rafforzano gli strumenti repressivi ed espulsivi contro gli immigrati, prevedendo in particolare l’estensione a 18 mesi (contro i due attuali) del tempo massimo di detenzione nei centri di permanenza temporanea (ribattezzati, opportunamente, come «centri di identificazione ed espulsione») [per un’analisi dettagliata sul (non) funzionamento di queste strutture rimando al dossier che ho pubblicato su questo blog]. La Relazione introduttiva al disegno di legge contiene, tra l’altro, un’analisi dei costi di questa operazione: vale la pena darci un’occhiata. (altro…)

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Nei CPT si continua a morire. L’ultimo caso, come noto, è accaduto nella struttura di Torino, dove gli immigrati trattenuti hanno accusato la Croce Rossa di gravi omissioni nei soccorsi. Pubblico questa intervista dell’amico Gianluca Vitale, avvocato di Torino e attivista dell’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), che ha visitato il centro subito dopo la drammatica vicenda. Dal sito Melting Pot

Abbiamo prima incontrato la polizia e la Croce Rossa. Ovviamente l’atteggiamento della Croce Rossa è assolutamente negatorio: dicono di non essere stati per niente chiamati. Le versioni coincidono in realtà fino a un certo punto perché al mattino il ragazzo lamentava comunque mal di gola, aveva la febbre alta, è andato in infermeria e gli è stato dato un antibiotico. Successivamente durante il giorno la situazione si è aggravata, è stato visto ancora una volta da un medico che però non ha rilevato niente di particolare; la sera la situazione si è aggravata ulteriormente e dal quel momento le versioni divergono assolutamente.
La Croce Rossa dice: «non è più successo niente, nessuno ci ha più chiamati e il mattino dopo ci siamo accorti che era morto». (altro…)

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Pubblico la terza (ed ultima) parte del dossier informativo sui centri di permanenza temporanea per migranti.

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Mobilitazioni, inchieste e denunce sulla realtà dei CPT non restano senza conseguenze: a partire dall’Estate 2005, l’istituto della detenzione/trattenimento amministrativo è oggetto di diffuse critiche, non più limitate all’associazionismo e ai movimenti, ma estese anche ad ambiti politici e istituzionali.

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Pubblico la seconda parte del dossier sui Centri di Permanenza Temporanea per immigrati.

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La legge Bossi-Fini entra in vigore il 10 Settembre 2002, e prevede un’abnorme estensione degli strumenti repressivi contro l’immigrazione irregolare. Dal 2002 al 2003 la spesa pubblica per le espulsioni e le politiche di contrasto aumenta del 57% [Cfr. Corte dei conti, Programma di controllo 2003 –Gestione delle risorse previste in connessione al fenomeno dell’immigrazione, Regolamentazione e sostegno all’immigrazione. Controllo dell’immigrazione clandestina, Roma 2004]. Nel solo 2004, il sistema delle espulsioni costa all’erario circa 320 mila euro al giorno [European Migration Network, Punto nazionale di contatto in Italia, Immigrazione irregolare in Italia, cit., pag. 58]. Nel corso del 2003 il Ministero dell’Interno intensifica anche l’attività dei centri di permanenza temporanea: vengono aperti due nuovi CPT a Bologna e a Modena, il centro di Roma-Ponte Galeria viene ampliato, mentre si avviano le procedure per l’apertura di ulteriori strutture a Bari Palese, Gradisca di Isonzo (Gorizia), Foggia e Padova. Complessivamente, nel solo anno 2003 le spese di gestione dei diversi CPT (escludendo le spese per lavori e quelle per manutenzione straordinaria) ammontano a quasi 30 milioni di euro (per la precisione, si tratta di € 29.648.352,7) [vedi relazione della Corte dei Conti già citata]. (altro…)

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Si parla spesso di centri di permanenza temporanea, o CPT, ma pochi sanno veramente cosa sono. Provo dunque a spiegarlo ripercorrendone la storia. Mi auguro che questo articolo possa rappresentare una sorta di “guida” per capirci qualcosa, o per approfondire ulteriormente. L’articolo è un po’ lungo – si tratta di un piccolo “dossier” – e per questo lo divido in tre parti. Di seguito la prima.

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Che cosa sono esattamente i centri di permanenza temporanea, conosciuti anche con la sigla “CPT”? Per capirlo è bene anzitutto chiarire che cosa non sono. I CPT non vanno confusi con i centri di accoglienza: mentre questi ultimi servono – lo dice la parola – ad accogliere i migranti, a dar loro un tetto dove dormire, i CPT sono stati costruiti per trattenere gli stranieri in attesa di espulsione. Perché bisogna trattenere le persone in attesa di espulsione? Per rispondere a questa domanda, occorre ricostruire brevemente la genesi storica dei CPT: capire, cioè, quando sono nati, chi li ha inventati e perché. (altro…)

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Per facilitare la lettura del dossier sui CPT, che ho diviso in tre articoli, ecco una sintesi dei singoli articoli con i relativi link

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