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Archive for the ‘Varie’ Category

schiavi Pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1789, è uscita ora in lingua italiana l’autobiografia di Equiano, prima narrazione scritta in cui i «bianchi» vengono guardati con l’occhio di uno schiavo. In questa recensione, Alessandro Portelli propone alcune interessanti riflessioni sulla genesi del razzismo moderno.

L’incredibile storia di Ouladah Equiano, o Gustavus Vassa, detto l’Africano, pubblicata in Inghilterra nel 1789, è un libro a cui mettono mano tre continenti: l’Africa in cui il protagonista nasce e da cui viene deportato come schiavo; i Caraibi e il Nord America, dove vive il tempo della sua servitù (e qui tornerà, liberato, come marinaio e commerciante); l’Inghilterra, dove trascorre i suoi primi anni di schiavo e in cui si stabilisce nella sua ultima fase di uomo libero e attivista della causa antischiavista. Insomma, se si cercava un soggetto della globalizzazione ante litteram, l’avevamo sotto mano da due secoli e mezzo. (altro…)

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naomiklein In questo articolo, pubblicato sul settimanale statunitense «The Nation», Naomi Klein propone una strategia semplice e antica per contrastare la politica genocida di Israele: quella del boicottaggio, del ritiro degli investimenti e delle sanzioni. Nell’articolo, Naomi Klein ne spiega l’utilità e l’efficacia, e risponde alle obiezioni che sono state sollevate.

È ora. Un momento che giunge dopo tanto tempo. La strategia migliore per porre fine alla sanguinosa occupazione è quella di far diventare Israele il bersaglio del tipo di movimento globale che pose fine all’apartheid in Sud Africa. (altro…)

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fabriziothumb L’11 Gennaio 2009 ricorre il decimo anniversario della morte di Fabrizio De Andrè. Per l’occasione è stata lanciata l’idea di un tributo collettivo, su internet, «a siti unificati». Questo blog aderisce all’iniziativa, ricordando il grande cantautore a partire dalla sua straordinaria empatia con gli ultimi, con coloro che sono descritti e trattati come diversi. Fabrizio de Andrè è stato il poeta di puttane, ladri, assassini e assassinati, beoni, viados, stranieri e vittime dell’«odio e dell’ignoranza»: ed è morto mentre, in Italia, imperversava una «emergenza sicurezza», analoga a quella di oggi…

C’era un’altra «emergenza sicurezza», quando morì Fabrizio de Andrè. Era il Gennaio del 1999, dieci anni fa. A Milano, si erano verificati alcuni omicidi nel giro di pochi giorni: senza far caso alla logica nè alle statistiche (che parlavano, allora come oggi, di un decremento del numero di reati), i mass-media lanciarono l’allarme. (altro…)

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MANIFESTAZIONE Ricordando gli eccidi, i massacri e le violenze che le comunità ebraiche hanno subito per secoli, gli Ebrei contro l’Occupazione condannano, in questo documento, il massacro che lo Stato di Israele sta perpetrando nella Striscia di Gaza. Un massacro che la memoria dell’antisemitismo e della Shoah dovrebbe rendere a maggior ragione ingiustificabile.

Israele ha attaccato Gaza con 100 aerei da combattimento, missili ed elicotteri Apache, uccidendo, all’ora in cui scriviamo, circa 350 persone tra cui un numero elevato di donne e bambini. Prima di questo, da oltre due anni ha strangolato gli abitanti (1 milione e mezzo circa) imponendo il blocco dei rifornimenti di cibo, carburante, energia elettrica. Ha bloccato l’entrata ed uscita degli abitanti compresi i malati gravi, ridotti alla fame e privi di possibilità di curarsi e lavorare. (altro…)

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gaza Mustafa Barghouthi, Segretario Generale di Iniziativa Nazionale Palestinese, è uno strenuo sostenitore della risposta non-violenta all’occupazione israeliana. Molti lo ritengono uno dei principali concorrenti nelle prossime elezioni presidenziali palestinesi. In questo articolo, tradotto in italiano da PeaceLink, sfata alcuni miti sull’attacco israeliano nella Striscia di Gaza: e fornisce una sua interpretazione della drammatica mattanza di questi ultimi giorni.

La campagna israeliana «morte dal cielo» è iniziata intorno alle 11 del mattino, sabato 27 dicembre, ed è andata avanti per tutta la notte fino a stamani. Il massacro è ancora in atto oggi, Domenica, mentre scrivo queste parole. Il giorno più sanguinoso in Palestina dalla guerra del 1967 appare lontano stando alla promessa d’Israele che questo è «solo l’inizio» della sua campagna di terrore. Almeno 290 persone sono state assassinate finora, ma il numero delle vittime continua ad aumentare a ritmo spaventoso man mano che altri corpi mutilati vengono estratti dalle macerie, vittime precedenti muoiono per le loro ferite e ogni minuto ve ne sono di nuove. Quello che è successo in passato e continua ancor oggi non sono altro che crimini di guerra, ma la macchina propagandistica israeliana è in piena attività, dichiarando falsità ad ogni minuto. Una volta per tutte è ora di sfatare i miti creati. (altro…)

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obama L’elezione di un afroamericano alla presidenza è il segnale di profondi mutamenti nel tessuto sociale e nell’immaginario collettivo degli Stati Uniti. Questo articolo, pubblicato dal sito Peacereporter pochi giorni prima delle elezioni, ci racconta cosa è successo. Soprattutto nel «profondo Sud», dove il razzismo e la segregazione non sono scomparsi, ma dove la società sta cambiando a ritmi velocissimi.

Quanta strada hanno fatto gli Stati Uniti in mezzo secolo lo puoi capire anche da un incrocio nel centro di Montgomery, la capitale dell’Alabama. Nella città dove negli anni Cinquanta Rosa Parks si rifiutò di lasciare il suo posto sull’autobus a favore di un bianco, dove Martin Luther King iniziò la sua campagna contro la segregazione e la discriminazione razziale, davanti al museo che celebra il movimento per i diritti civili troneggia il Civil Rights Memorial. (altro…)

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Questo blog non si occupa di economia, anche perchè il gestore (che sono io…) non ne capisce nulla. In questo caso, però, faccio volentieri un’eccezione. Perchè la crisi finanziaria è di una drammaticità inedita, e coinvolge da vicino l’economia reale, cioè la vita quotidiana di tutti noi. E perchè questo articolo, pubblicato una settimana fa sul Manifesto, spiega in modo chiaro cosa sta succedendo. Con un (non tanto) sorprendente paragone tra la crisi di Wall Street e quella dell’Albania nel 1997…

Tutto il mondo degli affari è in ansia per il crollo di Wall Street. Il prestigioso muro perde pezzi ogni giorno e molti paventano che precipiti. Ma anche i lavoratori, i pensionati, la gente che non ha investito in fondi speculativi è preoccupata: la storia gli ha insegnato che a pagare i disastri finanziari è alla fine proprio chi è lontano anni luce dai giochi della finanza. Ma davvero pochi hanno capito che cosa sta succedendo. (altro…)

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