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Pubblico un documento che ho contribuito a scrivere, uscito oggi sul settimanale Carta. E’ una riflessione collettiva, a più voci, su come costruire una nuova idea di politica a partire dall’esperienza concreta di movimenti, associazioni e lotte locali. Una riflessione che parte dal recente risultato elettorale ma va ben oltre.

Un’altra politica
[24 Aprile 2008. Da Carta]

Questo testo non è un appello né tanto meno un documento: è una lettera, che varie persone hanno pensato fosse utile scrivere, correggere, riscrivere ed emendare o semplicemente condividere. Tutto è stato fatto in pochi giorni, la settimana scorsa. Sentivamo un’urgenza: suggerire che, di fronte a quel che sta cadendo addosso a noi cittadini, comunità, società civile o movimenti [ognuno usi il termine che vuole], c’è la possibilità non solo di resistere, ma di cominciare a fondare da subito un altro genere di politica. (altro…)

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carta.jpg Sul numero 10 del Settimanale “Carta” è stato pubblicato un lungo dossier di Giuliano Santoro sull’esperienza di Rebeldia a Pisa. Eccolo: si intitola “Pisa di sotto”

Il quartier generale dell’Altracampagna di Pisa è una stanza al secondo piano del Laboratorio Rebeldìa. Una parete è ricoperta da una grande mappa della città.
Proprio mentre i partiti sono impegnati nei riti della campagna elettorale, un grosso numero associazioni ha lanciato l’Altra campagna per rappresentare «la città che non c’è». Il 13 e 14 aprile, oltre che per le elezioni politiche, si vota anche per eleggere il sindaco. La Sinistra non solo non è riuscita ad allearsi con il Partito democratico, che, strafavorito, candida l’ex segretario dei Ds toscani, Marco Filippeschi, ma si presenta divisa. Da una parte c’è il Pdci, che candida il consigliere comunale uscente Sandro Modafferi, dall’altra la Sinistra Arcobaleno mutilata, che ha candidato Carlo Scaramuzzino.
Bisogna guardare la cartina, per seguire il filo dei racconti e vedere materializzarsi «la città che non c’è» evocata dai promotori dell’Altracampagna. «I partiti non hanno una visione complessiva della città – spiega indicando la mappa Sergio, di Africa Insieme, storica associazione di e per i migranti – Per la gran parte sono apparati, non sono un’espressione di intelligenza collettiva. Ce ne accorgiamo, ad esempio, da come ci guardano con occhi spalancati quando gli ricordiamo i dati sull’inesistente ‘emergenza sicurezza’ di cui parlano». (altro…)

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